Secondo una norma approvata dalla provincia di Bolzano e  che è incredibilmente sfuggita all’esame del governo d’ora in avanti i non residenti a Bolzano e dintorni non avranno più il diritto ad acquistare nuove costruzioni fra quelle valli e montagne perchè tale facoltà sul nuovo sarà riservata soltanto a chi abita formalmente in Alto Adige.
Secondo quanto riporta il Messaggero, questa limitazione sul futuro, come viene pudicamente chiamato l’addio ai monti destinato ai connazionali del resto della Penisola, s’è reso necessario -dicono-, perché, causa troppe seconde case agli altri, cioè agli italiani e agli stranieri innamorati dell’Alto Adige, i ragazzi del posto non trovavano più appartamenti a loro disposizione o a prezzi accessibili. Dovevano, poverini, continuare a convivere con mamma e papà. Oppure trasferirsi -fatica!- al più vicino e spesso confinante Comune in soccorso. Perché l’altolà, oltretutto, non vale per tutti i 116 Municipi dell’autonoma Provincia. Vale per i Comuni «ad alta densità turistica», cioè i posti più belli frequentati -ma certamente è solo un caso -, dagli italiani che amano, notoriamente, il bello. Dall’Alta Badia alla Val Pusteria, dalla Val Gardena al Meranese. Ma che un italiano non possa acquistare una nuova seconda casa in Italia (perché di questo, gira e rigira, si tratta), e soltanto perché non ha la residenza in Alto Adige, non s’era ancora visto in una zona pur densa di stravaganze politiche. Dalla provocatoria richiesta del passaporto austriaco fatta dai partiti secessionisti e avallata, anzi, lanciata a suo tempo dalla Svp, al tentativo altrettanto ostile di abolire la secolare versione italiana dalla toponomastica bilingue italiano-tedesca.