Il primo numero de Il Giornale del 25 giugno 1974

Che succede a Il Giornale, il prestigioso quotidiano fondato oltre 40 anni fa da Indro Montanelli?  Per la prima volta oggi il giornale non è in edicola perché l’azienda ha annunciato al Cdr un piano lacrime e sangue che prevede la solidarietà e un taglio per tre anni del 30 per cento degli stipendi dei redattori. Misura drastica motivata dallo stato dei conti, che non ha certo fatto piacere ai giornalisti, pronti ad aprire una trattativa durissima che prevede già altre due giornate di sciopero. Intenzioni che hanno trovato subito l’appoggio della Federazione nazionale della stampa e delle Associazioni regionali di Lazio e Lombardia.
Ma ci sarebbero anche motivazioni politiche.
Secondo La Repubblica nella redazione del Giornale circola un’impressione ancora più devastante: i tagli al quotidiano di famiglia preludono alla resa di Silvio Berlusconi a Matteo Salvini e alla ritirata del Cavaliere e di Forza Italia dalla scena politica. E questo nonostante i proclami sul rilancio dell’iniziativa politica forzista, in controtendenza con le descrizioni di un Cavaliere tornato pimpante e motivatissimo dalle vacanze, pronto a dare nuovamente battaglia. Questo, si ragiona nelle stanze del Giornale implica automaticamente una ricaduta sul quotidiano e sulla sua linea politica, una perdita di ruolo e di identità che assomiglia molto ad un disarmo. Un colpo finale in un quadro di difficoltà di stare in un mercato dove l’appeal politico di Forza Italia è in calo.
Del resto il quotidiano diretto da Sallusti è andato progressivamente perdendo prestigio e, di conseguenza, una fetta importante di lettori attenti a certi contenuti. Mancati investimenti lo hanno poi ridotto ai minimi termini. Resta da vedere ora se la famiglia intenda continuare a pubblicarlo e se, magari, pensi di cederlo a un altro editore che abbia voglia e possibilità di rilanciarlo.