Dal tetto del mondo al carcere, dal successo grazie ai pugni, alla follia di un gesto sconsiderato coltello alla mano, dall’incidente che gli stronca la carriera alle minacce di suicidio quando gli impediscono di tornare sul ring: nei quasi 60 anni di Loris Stecca,  pugile romagnolo, campione italiano ed europeo dei pesi piuma e numero uno al mondo dei supergallo WBA, ci sono “tante e differenti vite” e a raccogliere i racconti di tutte quante ci ha pensato Fabio De Santis, in “No mas – La mia vita”, la prima biografia del campione romagnolo, pubblicata da Ultrasport.
“No Mas”, “Ora basta” come le parole con cui si arrende il domenicano Leo Cruz il 22 febbraio 1984 a Milano, la notte in cui Loris diventa campione del mondo dei supergallo WBA, primo italiano a conquistare la prestigiosa cintura. E le stesse parole rimbombano nella mente del pugile quasi vent’anni dopo, il 27 dicembre 2013, quando accoltella all’addome, con una lama lunga 20 centimetri, la socia con cui aveva aperto nella sua città, Rimini, una palestra che portava il suo nome: due anni dopo il tribunale lo condannerà a 8 anni e 6 mesi di carcere.

Tutti questi aspetti sono raccontati da Fabio De Santis col quale abbiamo parlato del libro e del suo assoluto protagonista.
Classe ’77, De Santis lavora come R&D Manager per Italian Exhibition Group SpA, player internazionale del mondo fieristico; scrive da sempre di cinema e sport. Tra i suoi successi “Io ce la potevo fare. Storie di eterni secondi dello sport, mediocri con il cuore, talenti sprecati” (Fazi, 2009).
Ho conosciuto Loris molti anni fa quando lavorava in Darsena a Rimini, ma la sua vicenda sportiva, da appassionato di boxe, mi ha sempre affascinato.”  Ci dice l’autore. “Da tempo meditavo di proporgli di metter giù la sua biografia, con un taglio però innovativo. La storia di un vissuto, di un percorso personale. Poi è accaduto l’episodio del 2014, le cose si sono complicate per il provvedimento restrittivo a carico di Loris, ma allo stesso tempo hanno acquistato ancor più fascino, arricchendo l’idea iniziale di raccontare su carta un percorso di redenzione. E’ iniziata una fitta corrispondenza che poi si è tradotta in due anni di intenso lavoro, fatto di interviste e di cesello. Di ricostruzione dei fatti sportivi, ma soprattutto della vita privata del campione, ascoltando anche le persone che a vario titolo hanno costituito una parte importante della sua vita. La famiglia, Ghelfi, la simbiosi a volte spigolosa con il tessuto cittadino riminese“.

Stecca è certamente uno di quelli che dagli altari sono finiti nella polvere. Chi è oggi Loris Stecca?”
E’ un uomo – risponde De Santis – che visto il baratro, ma ha avuto un guizzo di lungimiranza non comune in questo mondo di campioni distrutti dalla vita. Ad un certo punto ha interpretato il percorso “punitivo” della condanna e del carcere come un percorso di redenzione interiore, tanto più valido, quanto più gli faceva riscoprire giorno per giorno i veri valori della vita. La famiglia in primis. Con il coraggio di chi non ha avuto nemmeno la concessione degli strumenti normali, i filtri, di cui ognuno di noi è dotato con l’esperienza, con il vissuto quotidiano, perché a lui, questo quotidiano è stato metodicamente negato da 16 anni in poi. Noi diamo per scontato che rapportarsi con il mondo esterno sia una questione immediata, scontata. Io frequentando Loris ho capito che la vera reclusione l’aveva subita da sedici a ventinove anni e poi era stato ributtato nel mondo senza armi. Facile allora puntare il dito e dire è un “disadattato”, uno “spostato”, quando invece ho scoperto un uomo campione di schiettezza, anche al limite dell’autolesionismo e ho capito che anche noi sofisticati e imbruttiti dalla vita, abbiamo qualcosa da imparare da uno come lui. L’augurio è che una ritrovata serenità, lo porti a trovare il suo posto nel mondo, un nuovo equilibrio costruito sui pilastri della famiglia e della fede, che non lo ha mai peraltro abbandonato”.

E questo libro, possiamo definirlo una sorte di ripartenza?
Assolutamente sì. Forse proprio lasciando andare liberamente la memoria, i sentimenti, i pezzi di un’esistenza travagliata, così come venivano, e poi vederli su carta ha aiutato anche Loris a fare ordine. Al di là del prodotto editoriale, è proprio questo l’aspetto che più mi inorgoglisce. L’ho capito un freddo pomeriggio di un sabato, quando mi ha guardato negli occhi e mi ha detto: “non voglio una biografia sportiva, non voglio un libro dei record, voglio la mia vita”. E siccome morirà a 105 anni, parole sue, direi che tutto il tempo per rifarsene una tutta nuova“.

Loris Stecca con Fabio De Santis
NO MAS. LA MIA VITA
Ultra Editore
Pag. 157 – Euro 14,50