I problemi del Credito Valtellinese potrebbero essere risolti da un cavaliere francese. Secondo indiscrezioni, infatti, il solito Credit Agricole potrebbe entrare anche le capitale della banca di Sondrio un tempo considerata un gioiellino del sistema creditizio italiano. Secondo quanto scrive Milano Finanza il gigante bancario francese (che controlla in Italia già Cariparma, Fiuladria, Carispezia, Casse di Rimini, Cesena e San Miniato e Banca di Romagna) rileverebbe circa il 5% del capitale di Creval per un esborso di una settantina di milioni di euro.
E la Borsa ha mandato subito un segnale: in una seduta che appare favorevole ai bancari, spicca la performance del Creval, che sale di di circa dieci punti percentuali, con un massimo toccato a 0,0999 euro
La “Banca Piccolo Credito Valtellinese, società cooperativa per azioni”, fondata a Sondrio nel 1908 nel solco della tradizione culturale del cattolicesimo popolare, è stata banca popolare fino al 29 ottobre 2016, data nella quale l’Assemblea dei soci ne ha approvato la trasformazione in società per azioni, in aderenza alla legge di riforma delle banche popolari varata dal governo nel 2015.
L’operatività della banca, fortemente radicata sul territorio, è prioritariamente rivolta agli operatori economici di piccole e dimensioni ed è orientata allo sviluppo socio-economico delle aree di insediamento, dove sostiene anche numerose attività a carattere benefico, sociale, culturale e sportivo, principalmente attraverso la Fondazione Gruppo Credito Valtellinese.
E’ la Capogruppo dell’omonimo gruppo bancario.
La rete operativa Credito Valtellinese – costituita da 362 Filiali – è presente in Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta, Veneto e Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Sicilia. La banca è quotata dal 1981, inizialmente al Mercato Ristretto, quindi dal 1994 sul MTA della Borsa Italiana e annovera circa 150.000 azionisti.