MDraghi

Mario Draghi Presidente della BCE

“Dovremmo aspettare prima di esprimere giudizi. Il test saranno i fatti: finora ci sono state parole, e le parole sono cambiate. Dovremo vedere i fatti prima di esprimere un’opinione”. Così il presidente della Bce Mario Draghi risponde, durante un’audizione alla commissione Econ dell’Europarlamento, a Bruxelles, risponde all’europarlamentare di Forza Italia Fulvio Martusciello che gli ha chiesto se il nuovo governo sia destinato a ricevere ‘richiami’ su questi temi nel prossimo futuro. “Ci aspettiamo che i tassi di interesse principali della Bce resteranno ai livelli attuali almeno passata l’estate del 2019 e in ogni caso tanto a lungo quanto sarà necessario affinché l’evoluzione dell’inflazione rimanga allineata con le nostre aspettative attuali di un percorso di aggiustamento sostenuto”. “Intendiamo mantenere – ribadisce Draghi – la nostra politica di reinvestire i principali pagamenti dai titoli che vengono a scadenza nell’ambito del programma di acquisto di asset per un periodo esteso di tempo, dopo la fine del nostro programma di acquisto di asset e, in ogni caso tanto a lungo quanto sarà necessario a mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di politica monetaria espansiva”.
I “rischi al ribasso” per le prospettive dell’economia dell’Eurozona “sono connessi principalmente alla minaccia dell’accresciuto protezionismo. Un’Ue unita e forte può aiutare a cogliere i benefici dell’apertura economica, proteggendo nel contempo i suoi cittadini da una globalizzazione incontrollata”. Con il suo “esempio”, l’Ue “può dare sostegno al multilateralismo e al commercio globale, che sono stati delle pietre angolari della crescente prosperità economica nel corso degli ultimi sette decenni. Ma per avere successo all’esterno, l’Ue ha bisogno di istituzioni forti e di una robusta governance economica al suo interno”, conclude Draghi.