È stata inaugurata in Svezia la prima strada che ricarica i veicoli elettrici in movimento. L’arteria è vicina all’aeroporto di Stoccolma ed è lunga solo due chilometri, ma l’agenzia che gestisce le strade intende estenderne la tecnologia su tutto il territorio nazionale, in modo da tagliare, entro il 2020, almeno il 70% di CO2 nel settore trasporti.
Al centro di questa strada innovativa si trova una rotaia a cui è collegato un braccio mobile, che si attacca al fondo del veicolo. L’auto in movimento riceve corrente dalla strada alla propria batteria, ricaricandosi, e quando si ferma, cambia percorso o sorpassa, la ricarica si disconnette.
Il sistema rileva infatti la posizione del veicolo e il collegamento o distacco avviene in automatico. È inoltre in grado di calcolare il consumo energetico e di addebitare i costi a ogni utente.
Al momento solo i camion elettrici del servizio postale PostNord possono percorrere la strada e ricaricarsi, ma ben presto tutte le automobili elettriche potrebbero essere adattate per permettere di usufruire di questo servizio.
Non ci sono problemi di sicurezza poiché non c’è elettricità sulla superficie dei binari, posti cinque o sei centimetri più in basso rispetto al livello della strada.
Il costo per adattare questa tecnologia a un chilometro di strada è un milione di euro. Considerando che per disporre una linea urbana di tram, con binari e rete sopraelevata, servono in media 50 milioni di euro, la spesa non è fuori dal normale.

In Cina si sta invece sperimentando un tratto di autostrada lungo un chilometro in grado di produrre energia elettrica attraverso pannelli solari fotovoltaici, installati al posto dell’asfalto, che potrebbero essere collegati ai sistemi di bordo delle auto per caricare le batterie dei veicoli in movimento. Al momento l’energia prodotta è sufficiente per alimentare i lampioni lungo il percorso e dare corrente a 800 abitazioni.

La stessa cosa, un chilometro di strada di pannelli solari, nel 2016 è stata realizzata in Norvegia con risultati incoraggianti, anche se limitati alla sola produzione di energia e non a funzioni più estese.

Anche in Israele si testerà la prima strada capace di ricaricare vetture elettriche, cominciando con un tratto di mezzo miglio (800 metri) per poi estenderlo ai 17 chilometri che uniscono la città di Eilat con l’aeroporto Ramon. Qui la ricarica avverrà per induzione, tramite elettromagneti che caricheranno i mezzi di trasporto (in questa fase si tratterà di autobus) attraverso delle placche di rame posizionate sul fondo dei veicoli.