Marco Travaglio direttore del Fatto Quotidiano

Acque più che agitate nella redazione del fatto Quotidiano. I redattori contestano come a fronte di sacrifici richiesti a giornalisti e collaboratori gli azionisti si siano appena assegnato un lauto dividendo.
“Non possiamo che rallegrarci della circostanza che, nelle casse dell’Editoriale Il Fatto Spa, ci fossero risorse tali da indurre gli azionisti, compresi i soci giornalisti, ad assegnarsi, lo scorso maggio, un dividendo di due milioni di euro. Tutto ciò è soprattutto merito di chi lavora senza risparmio nel giornale, nel sito, nel mensile, nella produzione di libri e, dal 2017, anche di contenuti televisivi. – reca un comunicato dell’assemblea dei redattori – Desta tuttavia qualche perplessità, al di là della legittimità formale che non è in discussione, la scelta di dividere tra gli azionisti anche la riserva straordinaria che non viene certamente prosciugata (restano oltre 3,5 milioni), ma che poteva essere impiegata per aumentare già quest’anno la produzione e accrescerne la qualità. Un azionista che investì 100mila euro nel 2009, infatti, ha incassato da allora 1,5 milioni. Da almeno tre anni, però, l’azienda non paga il premio di produzione annuale e ci invita ad accettare sacrifici in nome del comune interesse ogni volta che poniamo il problema degli orari di lavoro che, per molti di noi, superano qualsiasi limite contrattuale e sottolineiamo le carenze d’organico, nonché la situazione di collaboratori inquadrati e retribuiti in modo inadeguato”.
“Da almeno tre anni l’azienda non paga il premio di produzione annuale e ci invita ad accettare sacrifici in nome del comune interesse”, rilevano i giornalisti, lamentando “carenze d’organico” e collaborazioni inquadrate e retribuite in modo inadeguato, a fronte della decisione – definita comunque legittima – dei soci dell’editrice di assegnarsi un dividendo di due milioni di euro. Dal Cdr segnalano inoltre l’intenzione annunciata dalla presidente Cinzia Monteverdi e dal direttore Marco Travaglio “di devolvere metà degli utili a progetti di interesse aziendale”.
Dura la replica della presidente dell’editrice, Cinzia Monteverdi che ha parlato di “un’interferenza senza precedenti perché nessuna società editoriale fa le sue scelte sulla base delle richieste della rappresentanza sindacale”.
A fianco dei giornalisti la Fnsi che sul suo sito ha sottolineato come “La crescita del giornale e del sito web e i positivi risultati di bilancio devono spingere l’azienda a migliorare la condizione dei collaboratori”.