Il ministro dell’Economia Giovanni Tria

Il Consiglio dei Ministri ieri sera oltre a varare le nomine di viceministri e sottosegretari ed esaminare la querelle in atto con la Francia sulla quesitone immigrazione, ha affrontato anche il tema dell’Iva. L’imposta senza interventi immediati aumenterà a partire dal prossimo gennaio dal 22% al 24,2%. Si tratta di recuperare 12,4 miliardi per sostituire la cosiddetta clausola di salvaguardia con risorse fresche. Ne ha parlato il ministro dell’Economia. Secondo Giovanni Tria, che molti dicono favorevole all’incremento dell’Iva così da poter avere le risorse necessarie a flat tax e reddito di cittadinanza, occorre evitare gli aumenti che avrebbero un effetto dirompente sull’aumento dei prezzi determinando un a possibile contrazione dei consumi. Per questo si penserebbe a un condono fiscale da cui recuperare la dozzina di miliardi di euro necessaria.
Ma cosa cambierebbe agli italiani con l’aumento dell’IVA?
Ad oggi, le due principali aliquote IVA sono pari rispettivamente al 22% e al 10%. Nel 2019 la prima dovrebbe salire al 24% mentre la seconda al 12%. Dal 2020 e in parte nel 2021, l’attuale scaletta prevista dalla Legge di Bilancio 2018 prevede che l’IVA passi definitivamente al 25% (aliquota ordinaria) e al 13% (aliquota ridotta).
Quale impatto sull’economia italiana e quali costi per gli italiani?
Proviamo a fare due conti per capire quanto peserebbe realmente l’aumento dell’IVA sulla spesa quotidiana.
Immaginiamo di essere al supermercato ed acquistare una cassa di acqua minerale a 2,00 euro (IVA al 22%), una bottiglia di vino a 4,00 euro (IVA al 22%) ed un chilo di carne spendendo 12 euro (IVA al 10%). In tutto, la nostra spesa ci costerebbe 18 euro.
Ma non saranno soltanto i generi alimentari a subire un inevitabile rincaro ma anche abbigliamento, medicinali e prodotti farmaceutici, hobby e bollette. Insomma, tutti i beni e servizi di cui usufruiamo quotidianamente subirebbero un inevitabile rincaro.
Secondo le stime della CGIA di Mestre, qualora il Governo Conte non riuscisse ad intervenire con la Legge di Bilancio 2019 per evitare l’aumento dell’IVA, ogni famiglia spenderebbe mediamente 242 euro in più e l’Italia sarebbe il Paese con l’IVA ordinaria più alta d’Europa.