Sono molti gli italiani che, soprattutto in alcune regioni come l’Emilia Romagna, affidano parte dei risparmi alle cooperative. Una particolare disposizione di legge, infatti, consente a queste società di raccogliere il risparmio sotto forma di prestito sociale che viene remunerato con tassi in genere superiori a quelli degli istituti di credito.
Tra le cooperative che effettiano la maggiore raccolta ci sono quelle di consumo, le Coop.
Ma è prudente, è sicuro affidare i propri risparmi alle cooperative?
Infatti se il sistema bancario con il Fondo interbancario di garanzia garantisce i depositi fino a 100mila euro, non altrettanto avviene per le coop che possono tutelare i depositanti solo con il patrimonio di cui dispongono.
La principale delle Coop Italiane è oggi la Coop Alleanza 3.0 nata dalla dfusione di Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest. Un colosso con 388 negozi di cui 62 ipermercati. I soci sono circa 2.800.000  di cui circa 470mila prestatori depositanti.
Ora il bilancio 2017 di Coop Allenza 3.0 non può dirsi entusiasmante. Anzi! I conti presentano una perdita di 37 milioni, ma dopo aver effettuato un cessione di immobili a due fondi controllati dalla Coop stessa per 246 milioni e la cui plusvalenza  è stata iscitta a bilancio per 96 milioni.
Insomma una classica operazione di maquillage finanziario per imbellettare i conti e non presentarsi ai soci con un voragine di circa 130 milioni.
Intendiamoci, il patrtimonio di Coop Alleanza 3.0 è assolutamente importante er pari a 2.358 milioni,  rispetto alla posizione finanziaria netta. Ma tra i debiti più importanti vi è il prestito sociale di 3.916 milioni raccolto presso i soci: questo è ben superiore al Patrimonio netto della società, ed è immediatamente esigibile mentre gli attivi finanziari non sono a così rapido realizzo o di immediata esigibilità.
Naturalmente con questo non vogliamo dire che per i risparmi dei soci siano in pericolo. Ma che un piccolo rischio c’è ed è bene che lo sapppiano.