EDITORIALE La novità di Conte & C.

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Può piacere o non piacere il governo Conte, ma è indubbio che rappresenti una novità. E che sia l’esecutivo che meglio risponde alle sollecitazioni espresse dagli italiani col voto del 4 marzo.
I ministri scelti per i vari dicasteri sono un giusto equilibrio tra i due partiti contraenti (con la Lega che ha forse più peso rispetto ai voti ottenuti) e tali da rassicurare i mercati (lo spread è subito calato e Piazza Affari sta brindando al nuovo governo). Moavero Milanesi agli Affari Esteri assicura sulla continuità delle nostre politiche internazionali,mentre Savona ai Rapporti comunitari esplicita quella volontà di cambiamento nelle relazioni con l’Ue che sta a cuore sia a Lega che a Movimento 5Stelle. Controllo dei conti e fedeltà all’euro dovrebbero essere garantiti da Giovanni Tria aell’Economia e Finanze.
Mentre scriviamo si annuncia la defezione di una cinquantina di parlamentari pentastellati che non gradirebbero l’alleanza con gli ex padani e che, soprattutto, vogliono regolare i conti con Luigi Di Maio. Fosse così il governo Conte sarebbe già morto. Ma non crediamo che finirà così.
Piuttosto sarà la quotidianità a marcare le differenze e a far sorgere i contrasti mettendo a dura prova la sladezza di questa particolare alleanza.
Il contratto di governo contiene tante belle cose: dal reddito di cittadinanza alla flat tax (già rinviata) è da vedere come e se si riuscirà a concretizzarle. Altri temi caldi quello del contrasto all’immigrazione fondamentale per Salvini ma inviso alla sinistra pentastellata. E’ su questi temi che il governo si giocherà credibilità e durata.
Per ora il nuovo esecutivo salpa, dove arriverà è da vedere. E’ una scommessa.
Ma il governo Conte è un fatto nuovo per tutto il Paese. Soprattutto per la politica che sembra ancora faticare a registrare quanto accaduto il 4 marzo scorso e adeguarsi al cambiamento.
Pd e Forza Italia continuano a ragionare secondo vecchi schemi.
A Largo del Nazzareno si crede ancora di essere al centro della politica italiana, si regolano conti interni, e non si riesce a trovare soluzione alla crisi di leadership.
Forza Italia appare sbandata con Silvio Berlusconi che si compiace della ritrovata elegibilità, ma non riesce a trovare una linea messo all’angolo dall’alleato Matteo Salvini. Anche qui il problema della leadeship esiste e occorre che si trovi una soluzione a breve. L’anagrafe incombe inesorabile!
Se il governo Lega 5Stelle darà uno scossore alla vecchia politica rendendo i partiti meno ripiegati su se stessi e più attenti alle esigenze dei cittadini elettori sarà un bene per tutti. a cominciare dalla politica. 

(brunello cavalli)

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