Si chiama ‘pace fiscale’ il progetto targato Lega-M5S che consiste in una sorta di maxi rottamazione delle cartelle esattoriali. Una misura contenuta nel contratto di governo pentaleghista che si rifà a una proposta della Lega, presentata nel programma elettorale. “Noi proponiamo per tutti coloro che si trovano in situazioni di disagio economico di poter comunque chiudere per sempre la loro posizione con il Fisco e poter tornare così a essere attivi nella società” scriveva Salvini nel suo programma elettorale. Una sorta di condono quindi? Non esattamente. “Condono è una cosa – ha spiegato qualche giorno fa Di Maio – la pace fiscale un’altra”. La misura consiste nel saldo e nello stralcio delle cartelle esattoriali per i piccoli contribuenti in difficoltà economica. A seconda della situazione in cui si trovano, i contribuenti potranno pagare da un minimo del 6% a un massimo del 25% del dovuto con un’aliquota intermedia del 10%.

 Il provvedimento, come spiegato nel programma della Lega, “potrebbe portare nelle casse dello Stato 60 miliardi di extragettito in 2 anni” e presenta alcuni paletti. La misura, infatti, “esclude i ‘grandi’ contribuenti, ma sarà efficace solo per coloro che a causa della pesante recessione economica non hanno potuto pagare in tutto o in parte le imposte fino ad un tetto massimo di 200mila euro comprensivo di sanzioni, interessi e more”. Sull’espressione ‘pace fiscale’, ha puntualizzato qualche giorno fa il deputato leghista Claudio Borghi, c’è stato un “grande fraintendimento. Nessun malfattore sarà beneficiato da questo provvedimento”. Di condono si parla quando qualcuno ha avuto “un accertamento perché è in mora o perché non ha fatto quello che doveva dal punto di vista dichiarativo e si troverebbe abbonata la sanzione. Qui stiamo parlando dei falliti per tasse, che hanno dichiarato tutto e che verrebbero penalizzati per il solo fatto, non molto giusto, di essere arrivati prima della flat tax”.

Con la tassa unica, ha aggiunto Borghi, “entriamo in un mondo nuovo, con una pressione fiscale del 15%. Mi sembra che questa impostazione sia stata accettata anche dai 5Stelle, anche perché stiamo parlando di numero impressionante, enorme, di situazioni”. Al momento si starebbe valutando attentamente l’impatto che la pace fiscale giallo-verde potrebbe avere sulla definizione agevolata dei ruoli attualmente in corso. L’anno scorso la ‘rottamazione delle cartelle’ ha visto l’adesione di 950mila debitori da cui l’erario attende 2 miliardi di euro per il 2018-2019.