John Elkann e Sergio Marchionne

«Il 2017 è stato il nostro miglior anno, se si esclude il 2009, quando Exor è stata costituita. Il valore netto degli attivi per azione in dollari è cresciuto del 56,9%, battendo di 36,8 punti il nostro indice di riferimento, l’Msci World in dollari». Non nasconde la propria soddisfazione John Elkann, presidente di Exor, holding della famiglia Agnelli, nell’incipit della sua ormai tradizionale lettera agli azionisti. Documento in cui, fin dall’inizio, rende merito a Sergio Marchionne per lo straordinario apporto di Fiat Chrysler Automobiles ai conti di Exor: Fca nel 2017 ha raddoppiato la capitalizzazione, da 14 a quasi 28 miliardi di dollari.   «Quando abbiamo completato l’acquisizione di PartnerRe nel marzo del 2016, – spiega Elkann – il nostro debito lordo complessivo aumentò a 5 miliardi di dollari. Da allora lo abbiamo ridotto di circa il 25% a cambi costanti. Le nostre azioni continuano a essere scambiate a sconto: significa che quando comprate Exor, in effetti state ricevendo PartnerRe gratis». Per questo, insiste, Exor è un buon investimento. «I dati ci dicono che le holding diversificate comparabili a Exor sono state un buon investimento. Negli ultimi 20 anni hanno prodotto un guadagno circa 5 volte superiore rispetto a quello dell’indice Msci World in dollari. E hanno fatto registrare una performance del 50% migliore rispetto a quella delle società che esse posseggono.
«Gli obiettivi al 2018 fissati da Fca nel 2014 sembravano irraggiungibili, ma a mano a mano che ci avviciniamo, sembrano sempre più possibili – scrive Elkann – Se saranno raggiunti, nel 2019 Sergio potrà lasciare al suo successore una società con 4 miliardi di cassa, 125 miliardi di ricavi e 5 miliardi di dollari di utili netti. Una trasformazione inimmaginabile della Fiat di cui divenne responsabile nel 2004: un successo di cui gli saremo sempre grati».
Per il dopo Marchionne non si esclude una soluzione interna. «Fca sta elaborando il suo piano al 2022, che sarà presentato a Balocco il primo di giugno da Sergio e dagli altri membri dalla squadra di vertice. La maggior parte di loro ha vissuto l’incredibile avventura di Fca sin dal 2004 e siamo fiduciosi che uno di essi diventerà il successore di Sergio».
Marchionne, annuncia Elkann, «si è impegnato a mantenere il ruolo di presidente del gruppo Cnhi e sta guidando il processo di successione di Richard Tobin, l’ad dimessosi un mese fa.