La partita per la vendita di Alitalia prosegue con tre proposte di offerta. In attesa di un nuovo governo che dia luce verde sul destino dell’ex compagnia di bandiera la procedura di cessione segna un nuovo passaggio. Ieri scadevano i termini per presentare le offerte vincolanti ai commissari straordinari che curano la cessione, nello studio notarile Atlante Cerasi a Roma sono arrivate tre proposte di acquisto. A presentarsi sono stati i tedeschi di Lufthansa, che dovranno vedersela sia con la compagnia Easyjet, in veste di capofila di una cordata che raccoglie Air France-Klm, il fondo Cerberus e Delta, sia con la terza offerta che dovrebbe essere quella di Wizz Air, il vettore low cost con base in Ungheria. Il dettaglio delle offerte e delle condizioni economiche non è noto e i commissari si riservano di approfondirlo nel corso dei prossimi giorni, salvo già oggi vedersi con i ministri competenti Graziano Delrio (Trasporti) e Carlo Calenda (Sviluppo Economico) per fare il punto. Alcuni aspetti sono già chiari. Dal versante Lufthansa il messaggio resta quello espresso nei mesi scorsi, spiegando di avere «presentato un documento che illustra le proprie idee per una nuova Alitalia». Un portavoce conferma, insomma, che «il mercato italiano è molto importante per noi e che siamo interessati a una Alitalia ristrutturata. Di conseguenza, prenderemo tutti i provvedimenti necessari per essere preparati, nel caso si presentasse un’opportunità appropriata. Ma l’Alitalia di oggi non ci interessa». Una precisazione finale che dettaglia cosa si intenda per una «nuova Alitalia», cioè a dire una compagnia più snella e alleggerita da alcune migliaia di dipendenti.

Nelle mani dei tre commissari di Alitalia Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari è depositata anche la proposta di Easyjet. La compagnia low cost inglese, che agisce da capofila e da collante a una cordata piuttosto articolata, procede con cautela, evidenziando che lo scenario politico e l’assenza di un governo non consentono di tratteggiare progetti definitivi. In una nota gli inglesi spiegano che «considerando il tipo di procedimento, il contenuto di questa manifestazione d’interesse resta riservato». Una riflessione seguita dalla considerazione che «in questa fase non c’è la certezza che una transazione andrà avanti», oltre che dall’intenzione di «fornire ulteriori dettagli al momento opportuno». Sullo sfondo, Easyjet, d’altra parte, non ne fa mistero, resta come condizione la possibilità di avviare una radicale ristrutturazione di Alitalia. Un processo che richiede il via libera della politica e dei sindacati. Silente, invece, il fronte Wizzair, che nei mesi scorsi ha sempre specificato che l’interesse è soprattutto per le attività nel medio e lungo raggio di Alitalia.

In attesa delle considerazioni dei commissari sulla solidità e la convenienza delle offerte, la procedura di vendita deve fare i conti con il calendario. Il 30 aprile scade il termine per individuare l’acquirente, mentre il 30 settembre è il limite del prestito ponte da 900 milioni di euro, accordato dal governo per puntellare la compagnia in attesa della cessione. La soluzione a cui sta lavorando il governo uscente è un decreto di proroga che sposti di sei mesi il termine del negoziato del 30 aprile. L’intenzione sarebbe assicurare ai commissari e agli acquirenti condizioni di maggiore certezza, alla luce di un auspicabile insediamento del nuovo governo entro l’estate. Per la stessa ragione potrebbe essere prorogata alla fine di ottobre la scadenza del prestito ponte. Il nuovo esecutivo potrebbe, tra l’altro, valutare un eventuale ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, in veste di garante a fianco dell’acquirente di Alitalia.