Passa per lo shopping online la sfida tra Google e Amazon.. Il colosso di Mountain View ha presentato un nuovo programma, chiamato Shopping Actions, con cui aiuterà i grandi retailer americani- da Walmart a Target – a far concorrenza ad Amazon inserendo la lista dei loro prodotti su una serie di canali di Google – il motore di ricerca, il servizio di shopping Google Express, la app mobile Google Assistant, gli altoparlanti di Google Home. E mentre gli esercizi commerciali hanno l’opportunità di vendere su ogni canale, Google intasca una percentuale sulle vendite realizzate.
Il programma è attivo in tutti gli Stati Uniti e aperto a qualunque retailer. Quando i consumatori cercheranno su Google un certo prodotto da acquistare, compariranno tutte le offerte dei partner Google dello shopping e i consumatori potranno mettere le merci nel carrello universale e pagare da qualunque canale – computer fisso o portatile, smartphone o tablet, sistema per la smart home o device indossabile – sia che usino i click sul mouse, il touch sulla tastiera o il riconoscimento vocale. Ed è proprio qui che si gioca la battaglia col negozio online numero uno: Amazon ha già collegato la funzionalità di voice shopping con i suoi dispositivi Echo per la casa intelligente, sostiene di essere la leader del mercato degli smart speaker e si aspetta un’ulteriore spinta al giro d’affari grazie al suo sistema per la casa intelligente e all’assistente Alexa.
Google punta dunque a riunire i rivali di Jeff Bezos sotto le sue insegne: l’azienda di Mountain View sta già lavorando al suo nuovo programma con retailer statunitensi del calibro di Target, Walmart, Ulta Beauty, Costco e Home Depot. Walmart e Target sono già partner di Google per lo shopping abilitato dalla voce, ma ora Google con a Shopping Actions offre nuove opzioni, come il collegamento con i programmi fedeltà dei negozianti e le raccomandazioni in base agli articoli già acquistati.
Shopping Actions userà un modello pay-per-sale: Google prende una percentuale solo nel caso vengano effettuati acquisti. Come nota Engadget, al momento molte delle ricerche dei consumatori hanno inizio su Google ma finiscono su Amazon per l’acquisto effettivo, a danno degli altri retailer, sia del mondo fisico che online. A saltare nel carrello di Shopping Actions sono però ora innanzitutto le catene di negozi brick-and-mortar: pur presenti nel mondo online, non riescono a scardinare la supremazia di Amazon. Ora, con l’aiuto del colosso dei colossi, sperano di rosicchiare parte di quella supremazia.