Da sinistra Vitali con il libro di Spadoni, Daniele Ferroni autore di alcuni ritratti fotorafici dei due poeti e Nevio Spadoni

I poeti ravennati Nevio Spadoni ed Eugenio Vitali raccontati nelle pagine culturali del Wall Street International, l’edizione europea del Wall Street Journal, il quotidiano newyorkese a maggiore diffusione negli Stati Uniti con oltre due milioni di copie stampate giornalmente.
Proprio in questi giorni, è uscito per i tipi del Ponte Vecchio il libro dedicato all’opera poetica di Spadoni raccolta in un volume che ne ripercorre le tracce dal 1985 al 2017 come ne dà notizia sul Wall Street International la saggista Luisa Mariani nel pezzo “Il bulino della poesia dialettale”. Del libro di Spadoni – noto oltre che per la sua attività poetica anche per quella di critico letterario internazionale e autore teatrale le cui pièces sono state messe in scena nei teatri di tutto – Mariani scrive “Si può considerare la poesia di Spadoni, nello scorrere degli anni, il percorso di un pensiero ricostruttivo, una sorta di “recherche”, ma anche la consegna ai lettori della chiave dei suoi pensieri: “… la cev di mi pinsir/a l’avì ‘vuda” con la consapevolezza che “E’dè ormai l’è andê/e a n’ò incòra fnì/d’s-ciarê i pèn d’aìr.” (Il giorno è ormai passato/e non ho ancora finito/di sciacquare i panni di ieri).
La poesia in strada. Eugenio Vitali e il Libro di Affissione” reca invece la firma di Giovanni Zaccherini, giornalista e critico letterario. Ravenna ha infatti recentemente celebrato il poeta esponendo permanentemente nelle sale della Biblioteca Classense il suo manifesto poetico risalente ai primi anni ’70: “Questa singolare e avveniristica iniziativa di Eugenio Vitali – scrive Zaccherini- coinvolse la stampa quotidiana, dal Giorno all’Osservatore Romano, dal Resto del Carlino all’Unità (…). Vitali voleva che la poesia non fosse solo un atto di compiacimento solipsistico o una raffinatezza solo per pochi eletti, ma un patrimonio alla portata di tutti. (…) Come ha scritto Maria Luisa Spaziani, “Una tra le ragioni di fascino della poesia di Vitali è il suo mistero, piccole sfide subliminali al lettore: “Sono stato il mago del silenzio,/ penna irreversibile./ Tu ostinata e abile,/ io giovane forbice (…).