La sedde dell’Unione Europea

La Commissione europea pubblica oggi la sua relazione sul sistema di allarme rapido per i prodotti pericolosi relativa al 2017. La relazione indica che nel 2017 le autorità nazionali hanno usato il sistema di allarme rapido con maggiore frequenza effettuando oltre 2 000 segnalazioni di prodotti pericolosi attraverso questo sistema. In cima alla lista dei prodotti pericolosi individuati e ritirati dal commercio figurano i giocattoli, ad esempio diversi modelli dei diffusissimi spinner antistress, le automobili e i motocicli.
Sempre più spesso i consumatori acquistano prodotti online direttamente da paesi terzi. La sfida consiste ora nel garantire che questi prodotti soddisfino gli standard di sicurezza dell’UE. Molti dei prodotti pericolosi segnalati nel sistema di allarme rapido sono venduti anche sulle piattaforme o sui mercati online. Per far fronte al fenomeno, la Commissione sta promuovendo la cooperazione con i suoi omologhi internazionali e le piattaforme online per garantire che prodotti non sicuri non giungano fino al consumatore europeo. Il 1° marzo 2018 la Commissione ha emanato una raccomandazione concernente una serie di misure operative che le piattaforme online e gli Stati membri dovrebbero adottare per intensificare ulteriormente le attività volte a contrastare i contenuti illegali online, anche in riferimento ai prodotti pericolosi.
In particolare, la Commissione invita le piattaforme ad assumere impegni volontari che vadano oltre i loro obblighi giuridici nel campo della sicurezza dei prodotti. 

Quali sono i prodotti che comportano i maggiori rischi?

Nel 2017 la categoria di prodotti oggetto del maggior numero di segnalazioni è stata quella dei “giocattoli” (29%), seguita dai “veicoli a motore” (20%) e da “abbigliamento, prodotti tessili e articoli di moda” (12%). Per quanto riguarda i rischi, nel 2017 il rischio segnalato con maggiore frequenza è stato quello di lesioni (28%), seguito da quello chimico (22%).

Da dove provengono questi prodotti?

La maggior parte dei prodotti pericolosi segnalati nel sistema proveniva da paesi terzi. La Cina è al primo posto tra i paesi di origine, ma nel 2017 il numero di segnalazioni è rimasto stabile al 53% (1 155), come l’anno prima. La Commissione prosegue la stretta cooperazione con le autorità cinesi, collaborando alla discussione di casi specifici e ad azioni quali lo scambio di buone pratiche. Le segnalazioni di prodotti pericolosi di origine europea sono state 413 (26%).

Dal 2003 il sistema di allarme rapido garantisce che le informazioni sui prodotti non alimentari pericolosi ritirati dal commercio e/o richiamati ovunque in Europa siano diffuse rapidamente tra gli Stati membri e la Commissione europea. In questo modo può essere adottata in tutta l’UE l’azione di follow-up adeguata (divieto/blocco delle vendite, ritiro, richiamo o rifiuto dell’importazione da parte delle autorità doganali).  Trentuno paesi (UE più Islanda, Liechtenstein e Norvegia) partecipano attualmente al sistema, che funziona grazie alla costante e stretta cooperazione quotidiana tra gli Stati membri. Il sistema di allarme rapido ha un proprio sito web pubblico che dà accesso agli aggiornamenti settimanali delle segnalazioni effettuate dalle autorità nazionali che partecipano al sistema. Ogni settimana vengono registrate e pubblicate sul web circa 50 segnalazioni che chiunque può consultare. Ora i consumatori e le imprese possono anche ricevere in modo personalizzato le segnalazioni in base alle proprie esigenze e preferenze e condividerle mediante i social media.
Inoltre, il sito web mette a disposizione uno strumento specifico con cui le imprese possono comunicare in modo rapido ed efficiente alle autorità nazionali di aver messo in commercio un prodotto che potrebbe essere pericoloso.