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La sede dell’Istat a Roma

Lo scenario economico italiano resta favorevole, ma occorre ridurre la pressione fiscale per rilanciare i consumi. Lo sottolinea l’Istat, rilevando che “In un quadro economico internazionale positivo caratterizzato dal miglioramento del commercio internazionale, l’economia italiana mantiene un profilo espansivo”.
Nella nota mensile l’istituto di statistica sottolinea in particolare come “l’indicatore anticipatore”, spia di quel che avverrà, rimanga “stabile su livelli elevati confermando, per i prossimi mesi, il mantenimento di uno scenario macroeconomico favorevole”.
“Nel quarto trimestre del 2017 la crescita è stata sostenuta dall’intensificazione del processo di accumulazione del capitale mentre i consumi finali nazionali hanno segnato incrementi più contenuti. Il settore manifatturiero e le esportazioni esprimono segnali di forte dinamismo”.
In particolare a fine 2017 si è risvegliata la produttività del lavoro, punto debole dell’economia italiana: gli indici che hanno cambiato rotta puntando in alto. L’Istat spiega: “Secondo i dati trimestrali di contabilità nazionale, in presenza di aumenti moderati sia delle ore lavorate sia della unità di lavoro, nel quarto trimestre la produttività del lavoro è migliorata utilizzando entrambe le misure”. In altre parole il Pil è aumentato più dell’input di lavoro e ciò significa che ogni posizione e ora impiegata hanno ‘fruttato’ in maggior misura.
“Il quadro stabile va considerato solo un punto di partenza se vogliamo che gli indicatori macroeconomici favorevoli si traducano anche in un effettivo miglioramento della condizione delle famiglie”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, commentando la nota mensile di Istat. “Nel IV trimestre 2017 – prosegue Dona – sia i consumi finali che la spesa delle famiglie residenti sono aumentati solo dello 0,1% rispetto al III trimestre 2017. Un rallentamento rispetto al trimestre precedente, quando la spesa delle famiglie residenti, che rappresenta il 60% del Pil, era salita dello 0,4% su base congiunturale”.
“Per questo occorre che il prossimo governo si concentri nel ridurre la pressione fiscale a chi le tasse non riesce più a pagarle, perché in difficoltà. E’ l’unica via per rilanciare i consumi”, sottolinea il presidente.