Il programma economico dei 5Stelle: statalismo e populismo

Foto Roberto Monaldo / LaPresse.19-02-2014 Roma.Politica.Camera dei Deputati - Consultazioni del Presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi.Nella foto Beppe Grillo..Photo Roberto Monaldo / LaPresse.19-02-2014 Rome (Italy).Chamber of Deputies - Consultations by Matteo Renzi to form a government.In the photo Beppe Grillo.....

Beppe Grillo con Di Battista e Di Maio

E’ un ritorno al passato misto a tanto, tanto, populismo il programma economico del Movimento 5Stelle per le elezioni del 4 marzo.
In sisntesi rpecede stop ai contanti e alle liberalizzazioni per tagliare il debito, più Stato in economia e più peso in Europa. E ancora: rilanciare l’industria italiana aiutando le piccole e medie imprese partendo dal motto “small is beautiful” e riconoscendo che le Pmi sono “l’asse portante dell’industria europea”. Sono alcuni dei punti principali intorno ai quali ruota il programma di “Sviluppo economico” del Movimento 5 Stelle.
I grillini vogliono aumentare il peso dell’Italia per andare a incidere sulle decisioni politiche di maggiore rilievo. Non prima, però, di aver cambiato alcune fondamentali regole
•Abolizione del fiscal compact, ovvero l’obbligo di portare il debito al 60% del Pil in vent’anni
•Adozione degli Eurobond osteggiati dai tedeschi
•Scorporo degli investimenti in innovazione dal calcolo del 3% del deficit
•Abolizione del pareggio di bilancio per legge

Per il M5S è “fondamentale una netta distinzione tra i cosiddetti comparti e servizi essenziali, e comparti e servizi secondari, tra la produttività e l’improduttività di una partecipazione in chiave non tanto economica quanto di soddisfacimento di bisogni collettivi”. In particolare, la critica è rivolta a quella aziende controllate dallo Stato – come Eni, Enel, Snam e Terna – che operano “in totale autonomia senza alcun controllo e senza alcun reale indirizzo politico per il raggiungimento di obiettivi di interesse nazionale“. Per i 5 Stelle “il problema non riguarda solo i manager che cercano di perseguire l’unico interesse di profitto e di mercato dell’impresa stessa (in alcuni casi senza nemmeno riuscirci)”, ma il ruolo dell’azionista pubblico che dovrebbe “orientare le politiche di investimento di queste imprese”.
Un governo a 5 Stelle spingerebbe le imprese di Stato a “svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo del paese sia dal punto di vista della ricerca, dell’applicazione delle migliori pratiche, della spesa per investimenti per il rilancio del paese attraverso l’innovazione tecnologica sul territorio nazionale con lo sviluppo di opportunità occupazionali”. Secondo il
Il Movimento non crede che le privatizzazioni possano ridurre in maniera efficace lo stock di debito pubblico per questo vogliono “subordinare il processo di privatizzazione sia di Ferrovie dello Stato S.p.A. che delle altre società a controllo pubblico ad un ampio confronto tra Governo e Parlamento e ad una seria e verificabile analisi dei possibili esiti e degli effetti economici, industriali, occupazionali e sociali attesi dai processi di privatizzazione in corso, anche al fine di rivedere la decisione di vendere asset vincenti del patrimonio pubblico per il solo fine di pervenire ad una minima riduzione dello stock di debito pubblico, scelta perdente nel medio e lungo periodo”.
Anche i pentastellati sono per la riduzione dell’uso del denaro contante. Sono infatti convinti che l’utilizzo della moneta elettronica, da un lato aiuterebbe nella lotta contro l’evasione fiscale; dall’altro ridurrebbe il costo di  gestione del contante. Con questo obiettivo, il programma dei 5 Stelle punta ad “assicurare che venga reso conveniente l’utilizzo dei mezzi elettronici di pagamento sia con l’eliminazione, o comunque un significativo abbattimento, dei costi fissi del terminale POS, sia con l’abolizione delle commissioni bancarie sui pagamenti, eventualmente anche mediante forme di defiscalizzazione che contemplino il riconoscimento di un credito d’imposta agli esercenti che ancora non si sono dotati degli strumenti necessari al pagamento elettronico, per incentivarli al loro utilizzo”.

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