Davos: il giorno di Trump

Donald Trump, nel bene e nel male è il protagonista assoluto del Forum Economico in corso a Davos. E se oggi lo sarà perchè interverrà ai lavori, ieri, nella prima giornata, lo è stato per le critiche ricevute.
Le prime sono arrivate dalla cancelliera tedesca secondo cui “il protezionismo non è la risposta, dobbiamo cercare risposte multilaterali, l’isolamento non aiuta”.
Per Angela Merkel “Oggi, 100 anni dopo la catastrofe della Grande Guerra, dobbiamo chiederci se abbiamo davvero imparato la lezione della storia, e a me pare di no. L’unica risposta è la cooperazione e il multilateralismo. Abbiamo bisogno di un’ Unione europea sempre più integrata”.
Ieri è intervenuto anche il premier italiano: “Se guardiamo ai fondamentali, l’Italia è uno dei paesi più stabili in Europa e continueremo”, ha detto Paolo Gentiloni “Abbiamo una certa esperienza in soluzioni flessibili alla instabilità politica, possiamo anche fare delle consulenze gratuite ai nostri colleghi”, ha scherzato. “Le elezioni – ha detto poi – sono il momento in cui gli elettori decideranno il percorso dell’Italia e noi speriamo che il nostro partito, grazie all’ottimo lavoro fatto negli ultimi anni, abbia successo. Ma credo che in ogni caso l’Italia, con cambi di governo frequenti, abbia dimostrato la sua stabilità”. Emmanuel Macron ha imbracciato la bandiera ambientalista di fronte alla platea del Forum di Davos. “Stiamo perdendo la battaglia. Nel 2020, se non saremo in grado di presentare dei risultati, cosa diremo alla gente?”, ha chiesto retoricamente. Il presidente francese non ha risparmiato una frecciata a Donald Trump, che ha ritirato gli Usa dagli accordi di Parigi sul clima. “Fortunatamemnte non avete invitato nessuno scettico rispetto al riscaldamento globale quest’anno”, ha scherzato salendo sul palco, in riferimento alle basse temperature di Davos. “La Francia è tornata nel cuore dell’Europa”  “La Francia e tornata al centro dell’Europa”, dice poi Macron, “non vi sarà un successo francese senza un successo europeo”. “Tutte le iniziative e riforme” in Francia “hanno una controparte naturale che è la strategia europea”.

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