IvaL’Europa prepara la rivoluzione dell’Iva. Ii commissario all’Economia Pierre Moscovici ha presentato le proposte sulla flessibilità delle aliquote nazionali all’interno di una nuova “gabbia” di riferimento. Lo scopo è completare il percorso di armonizzazione di un’imposta importante ma anche di ripristinare regole omogenee di concorrenza tra imprese, oltre a chiudere i buchi che consentono ancora oggi un’evasione drammatica, almeno 50 miliardi volatilizzati tra frodi ed elusioni.
La semplificazione passa in sostanza dalla fissazione di aliquote il più possibile armoniche nell’area dei 27, con la possibilità per gli Stati membri di agire comunque su alcune categorie di prodotti ad aliquota ribassata, e di allargare l’area delle esenzioni per le piccole imprese così da consentire una migliore competitività delle micro aziende.
Proprio le società più piccole (che rappresentano il 98% del totale delle aziende in Europa) e attive su più mercati pagano oggi il gap di concorrenzialità più alto, dovuto ai costi di gestione amministrativa dell’Iva: si calcola l’11% in più rispetto alle aziende che agiscono solo sul mercato nazionale. L’imposta (tendenzialmente) unificata in area Ue consentirà, secondo i tecnici di Bruxelles, un risparmio del 18% dei costi di compliance aziendale.
Nel progetto Moscovici,?oltre all’aliquota standard non inferiore al 15%, gli Stati membri potranno scegliere due aliquote ridotte comprese tra il 5% e l’aliquota base, in aggiunta a una esenzione Iva (o “tasso zero”) ed un secondo scaglione ultra-agevolato con aliquota inferiore a quella già ridotta.
L’attuale complesso elenco di beni e servizi a cui possono essere applicate aliquote ridotte sarà abolito e sostituito da un nuovo elenco di prodotti “voluttuari” su cui l’aliquota standard nazionale andrà applicata obbligatoriamente (come armi, bevande alcoliche, giochi d’azzardo e tabacco). Le politiche di agevolazione sull’Iva – che è un tributo comunitario – dovranno comunque garantire che l’aliquota media ponderata nazionale sia almeno del 12 per cento.