E’ stato un 2017 in ripresa per la gioielleria made in Italy. Secondo l’Osservatorio sul Settore Orafo-Gioielliero del Dipartimento di Business Strategy di Italian Exhibition Group che dal 19 gennaio gennaio manda in scena VICENZAORO January, i primi 9 mesi del 2017 mostrano per il settore orafo in Italia tassi in incremento sia per quanto riguarda la produzione che il fatturato. L’indice medio di fatturato totale del settore aumenta del 6,2% nei primi nove mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016, con +2% a livello nazionale e una punta dell’8,2% per quanto riguarda le vendite estere. Mentre per quanto riguarda la produzione l’indice medio sale del 13% rispetto allo stesso periodo del 2016.
In valore assoluto il fatturato italiano derivante dalle esportazioni sfiora a settembre 2017 quota 5,2 miliardi di euro (5,176 miliardi di euro) pari ad un +13% in valore, considerando nei primi 9 mesi un prezzo medio dell’oro sostanzialmente simile a quello del 2016. In valore le esportazioni del 2017 superano quelle del 2015.
Il risveglio della gioielleria in oro a livello mondiale è da attribuirsi principalmente alla ripartenza dei consumi in India, Russia e USA. Gli ultimi due in particolare molto importanti per la gioielleria Made in Italy, che si inserisce in questo scenario con tassi interessanti, soprattutto per quanto riguarda il mercato statunitense. In Usa l’andamento della domanda di gioielli e bijoux made in Italy nei primi nove mesi del 2017 sale del 21% in valore. Bene anche l’Europa, dove si registra una crescita in controtendenza rispetto all’andamento globale. In Francia l’export di italiano sale nei primi nove mesi del 44%, +14% Germania e +22% in Spagna. Sempre considerando l’agregato gioielleria e bijoux, in Russia i gioielli italiani segnalano fatturati in aumento di oltre il 12%.
A livello di distretti Alessandria nei primi nove mesi del 2017 è il distretto con l’esportazione più alta, con un valore del fatturato a 1,5 miliardi di euro. Segue il distretto aretino con un export a 1,4 miliardi e quello Vicentino a circa 1 miliardo di euro.

(Marco Lastrico)