La Perla parlerà cinese. L’imprenditore Silvio Scaglia, che aveva rilevato il noto brand di lingerie di lusso nel 2013 dal tribunale di Bologna, pagandola 69 milioni, ha deciso di passare la mano: il gruppo cinese Fosun, proprietario tra l’altro dei villaggi turistici del Club Med e dell’ex sede di Unicredit a Piazza Cordusio, ha un periodo di esclusiva di 30 giorni per realizzare la due diligence  finalizzata all’acquisizione di una quota di controllo ne La Perla. La conclusione dell’operazione è soggetta all’approvazione del comiato investimenti di Fosun.
La società, da cui da tempo si rincorrevano le voci di vendita, si avvia a chiudere anche il 2017 in perdita e il pareggio, rimandato al 2018, secondo voci finanziarie non sarà raggiunto nemmeno il prossimo anno. Nel gruppo Scaglia ha realizzato importanti investimenti, circa 350 milioni, e ne occorrono un altro centinaio, secondo le dichiarazioni dello stesso imprenditore, per completare il piano di rilancio.
La Perla è stata affidata da circa un anno alla guida creativa di Julia Haart, che ha molto ampliato l’offerta spaziando dalla tradizionale lingerie alla linea ready to wear; finora però non c’è ancora stato quel salto nel fatturato necessario a portare i conti in equilibrio. “Sono in fase di divorzio da mia moglie e mi mettono pressioni per monetizzare. Sono convinto che vendere sarebbe sbagliato”, aveva dichiarato alla fine dell’estate scorsa Scaglia. Il pareggio di bilancio era stato indicato ad un fatturato a quota 220 milioni, mentre ora il gruppo dovrebbe viaggiare intorno ai 150 milioni.