Dopo un trentennio di costanti rifiuti alla fine  Michael O’Leary ha ceduto: la compagnia low cost accetta la trattativa sindacale e, di fatto, riconosce i sindacati in azienda.
Infatti il braccio di ferro in atto minacciava di scaturore in una serie di azioni fuori controllo sotto Natale col rischio di veder naufragare il network in un momento così delicato per la compagnia dopo un autunno caldissimo con cancellazione di centinaia di voli dovuti alla carenza di comandanti.
Così con una lettera inviata ai propri dipendenti di cabina O’Leary ha ammesso di voler cedere il passo a trattative con i sindacati europei, italiani compresi e discutere da oggi in poi di diritti e salari attraverso la loro mediazione. Probabile quindi che lo sciopero annunciato in Italia, Spagna, Portogallo, ma anche in Germania e Irlanda da parte dei compatti e durissimi sindacati di questi Paesi per la prossima settimana, abbia sortito un effetto dirompente sulla querelle.
Ora si attende la risposta della controparte che ha fissato alcune assemblee interne per discutere proprio di questo cambio di passo epocale all’interno dell’azienda. Nei giorni scorsi, infatti, si erano levate le proteste e anche le minacce di imminenti verifiche sulla compagnia da parte delle autorità europee e anche del governo italiano.
“I voli di Natale sono molto importanti per i nostri clienti e noi vogliamo togliere dal tavolo ogni timore sulla possibilità che ci possano essere interruzioni del servizio la prossima settimana. La cosa migliore da fare adesso – ha aggiunto- è di parlare con i piltoti attraverso il processo di riconoscimento dei sindacati. Parleremo con loro ma chiediamo in cambio la cancellazione delle proteste. Questo – ha concludo O’Leary – rappresenta per noi un cambiamento epocale. Cambiamenti ai quali siamo abituati, come abbiamo già fatto in passato, quando abbiamo lanciato Ryanair Labs e il programma di soddisfazione dei clienti Always Getting Better nel 2013″.