Una giornata di sciopero unita al digiuno. E’ singolare e incisiva la protesta dei giornalisti di Famiglia Cristiana proclamata per domani 14 dicembre.
La decisione, spiega una nota dell’assemblea dei giornalisti della Periodici San Paolo – che oltre a ‘Famiglia Cristiana’, pubblica anche le testate ‘Credere’, ‘Jesus’ e ‘Il Giornalino’ -, è stata presa all’unanimità per “salvare la testata e lancaire un drammatico grido d’aiuto”.
“Con questo digiuno vogliamo esprimere tutta la nostra preoccupazione per il futuro delle testate e dei nostri posti di lavoro e per denunciare l’accentramento di tutti i poteri e le funzioni nelle mani di una sola persona. Con questo digiuno vogliamo denunciare con sgomento che l’azienda non ha alcuna idea seria e credibile di futuro, rappresentata dall’assenza di un piano industriale degno di questo nome, se non quella di tagliare lo stipendio dei giornalisti e impiegati imponendo solo tagli, sacrifici e umiliazioni” dice il Comitato di Redazione in una nota. “L’azienda non può chiedere ai giornalisti la collaborazione per lanciare nuovi prodotti editoriali senza metterli nelle condizioni di poter svolgere il proprio lavoro, sia pure in emergenza e con ulteriori inevitabili sacrifici che sappiamo già di dover fare. Con questo digiuno vogliamo dire no alla logica del ricatto da parte dell’azienda che vuole continuare ad agire, in maniera indiscriminata, sul taglio degli stipendi dei giornalisti e degli impiegati chiedendo un impegno di lavoro quasi triplicato. Di questo passo, fra qualche mese, anche percepire lo stipendio diventerà agli occhi dei vertici aziendali un odioso privilegio da estirpare in nome della crisi”.
Immediata la replica della Periodici San Paolo che “esprime costernazione, stupore e rammarico per la pubblicazione del Comunicato dei propri giornalisti con il quale proclamano una giornata di digiuno e di sciopero per il giorno 14 dicembre 2017. Costernazione per i toni aggressivi e per i contenuti che ci lasciano allibiti: tanti insulti, attacchi personali, vere e proprie falsità, ricorso artificioso a luoghi comuni che nulla hanno a che vedere con la problematica, nessuna apertura o proposta, tanta gratuita e immotivata indignazione. Stupore perché a fronte di due incontri già fissati per mercoledì 13 dicembre (con il Comitato di Redazione) e per martedì 19 dicembre a Roma presso il tavolo nazionale (con Cdr, Fieg e Fnsi), non riusciamo a capire come si possa affermare che l’azienda non sia disponibile al dialogo e al confronto. Va detto che dal mese di settembre in poi quasi ogni settimana i responsabili aziendali si sono seduti attorno a un tavolo con il CdR per trovare insieme una strada percorribile che permettesse di far fronte alla grave situazione economica e ponesse le basi per una ripresa così da assicurare un futuro di lavoro per tutti. Abbiamo anche incontrato l’Assemblea dei giornalisti in modo da condividere con tutti la difficile situazione aziendale. Rammarico perché si sta dimenticando lo sforzo fatto in questi anni difficili da parte del Gruppo Editoriale San Paolo per preservare, per quanto possibile l’occupazione. Ogni nostra azione è sempre stata improntata al pieno rispetto dei diritti dei singoli, nella piena osservanza delle norme di legge, di contratto e aziendali. Ne è prova tangibile il percorso di confronto con tutte le risorse aziendali iniziato da molti mesi e per quanto ci riguarda mai interrotto fino ad oggi. Indipendentemente, comunque, dalla ingiustificata presa di posizione dell’Assemblea dei giornalisti, l’azienda ribadisce ancora una volta la volontà di portare a compimento l’azione di risanamento. Lo potrà fare esclusivamente con il contributo e la collaborazione di tutti”.