La sedde dell’Unione Europea

E’ in arrivo una profonda trasformazione delle finanze dell’Ue con la previsione di un Fondo monetario europeo a far da scudo in caso di crisi sovrane e bancarie e con la piena applicazione dei principi del fiscal compact e la nomina di un super ministro delle Finanze.
E’ quanto prevede il “pacchetto Junker” proposto dalla Commissione in vista del vertice dei capi di Stato e di governo di Eurolandia che si terrà a metà dicembre a Bruxelles.
L’impianto della nuova architettura è ben delineato, e ricalca quanto già era filtrato lo scorso giugno. Con un sostanziale differenza rispetto ad allora: dal pacchetto sembra essere sparita la parte relativa all’«european safe asset», ovvero una sorta di primitivo eurobond con cui si ipotizzava il superamento, entro un massimo di otto anni, dei macigni posti sulla strada della mutualizzazione del debito. È invece rimasta l’idea centrale, quella legata alla sottrazione dei poteri in mano ai singoli Stati che si manifesta appieno nella figura da plenipotenziario del futuro ministro unico dell’Economia, destinato a ricoprire le cariche di vicepresidente della Commissione e dell’Eurogruppo. Una figura ad ampio spettro d’azione: occhiuta sui bilanci, centrale nella gestione di eventuali crisi per le quali sarà il Fondo monetario europeo, nato da una costola dell’Esm (il fondo salva-Stati), a intervenire per assistere gli Stati in emergenza finanziaria e ad agire come prestatore di ultima istanza per facilitare la risoluzione ordinata delle banche in difficoltà. Per la stabilizzazione dell’economia in caso di choc asimmetrici, Bruxelles indica tre opzioni: un regime di protezione degli investimenti (infrastrutture) che sarebbero cancellati o rinviati; un regime di riassicurazione anti-disoccupazione; un fondo per i tempi difficili con capitali accumulati dagli Stati regolarmente con esborsi da effettuare su base predefinita. Le tre opzioni non sono necessariamente in alternativa.
La terza proposta riguarda il trasferimento «nella sostanza» del fiscal compact nell’ordinamento giuridico dell’Unione «tenendo conto dell’adeguata flessibilità insita nel patto di stabilità e crescita». L’obiettivo Ue è adottare il testo legislativo entro la prima metà del 2019, cioè prima delle elezioni europee. Il quarto pilastro riguarda invece i nuovi strumenti di bilancio per garantire la stabilità della zona euro, con l’assegnazione di quattro funzioni: sostegno alle riforme attraverso l’assistenza tecnica esistente; facilitatore di convergenza per future adesioni alla moneta unica; paracadute per il fondo salva-banche; stabilizzatore per proteggere gli investimenti in caso di choc.