Nella manovra di governo si notano gli atti di Gentiloni per liberare la banda 700 Mhz da destinare al 5G. Con tanto di regalo agli operatori di rete come EiTowers (Mediaset), Persidera (Tim-Espresso) e RaiWay (Rai). Da una parte, infatti, l’esecutivo predispone 100 milioni per favorire il passaggio delle tv degli italiani al nuovo standard DVB-T2 entro il 2022. Dall’altro assegna 277 milioni di euro di “misure compensative” agli operatori di rete, visto che entro il 2022 dovranno abbandonare la banda 700 Mhz, usata dalle tv nazionali per le trasmissioni sul digitale terrestre, senza aver raggiunto la naturale scadenza della concessione. Al momento non è ancora chiaro quanto intascherà ogni singolo operatore di rete: “Non ci sono ancora stime sull’incasso effettivo”, spiegano fonti ufficiali Ei Towers. La cifra definitiva dipenderà dal prossimo piano frequenze. Per ora di sicuro c’è solo il fatto che la banda 700 Mhz andrà liberata nel giro di quattro anni per consentire al governo l’assegnazione delle frequenze nell‘asta 5G da cui il Tesoro spera di ricavare almeno 2,5 miliardi. Denaro, quest’ultimo, da dedicare all’abbattimento del debito pubblico. E’ lecito però supporre che a pagare il conto del rinnovamento tecnologico saranno gli italiani, che già cinque anni fa hanno dovuto adeguarsi al passaggio al digitale terrestre. Per prima cosa dovranno cambiare i piccoli schermi che hanno in casa. Basti pensare che la cifra stanziata dal governo Gentiloni per adeguare gli apparecchi televisivi al DVB-T2 (standard Hevc) corrisponde grosso modo a 3,8 euro per famiglia. Decisamente poco se si considera che un decoder costa almeno una ventina di euro e che spesso in casa c’è più di un televisore. Senza contare che l’incentivo potrebbe andare solo alle fasce più deboli della popolazione che già oggi godono dell’esenzione. Difficile quindi fare stime sul finale di questa partita dal momento che già dall’inizio di quest’anno sono in vendita televisori adeguati ai nuovi standard.