pacchetti-regali-natale 650x447Le imminenti Festività di Natale e Fine anno dovrebbero essere all’insegna della sobrietà, senza spese eccessive per regali, pranzi e cenoni.
Confcommercio prevede che quest’anno le nostre tredicesime saranno più ricche di oltre un miliardo di euro rispetto al 2016. In complesso si tratta di 33,7 miliardi che finiranno nelle tasche degli italiani, la cifra più alta dell’ultimo decennio. Eppure, non scatterà nessun impulso compulsivo a dilapidare il tesoretto in uno shopping frenetico. Prevarrà la tendenza all’accumulazione: 7,7 miliardi saranno messi da parte. Una sorta di risparmio forzoso. Altri 5,7 miliardi verranno invece destinati al pagamento di utenze e tasse.
Per questo Confcommercio ipotizza che per regali e svaghi ogni italiano spenderà in media 166 euro, importo invariato dallo scorso anno. Ma è il confronto con il 2009, anno in cui la Grande crisi cominciava ad allungare i tentacoli sul mondo, a darci la misura di come tutte le tossine accumulate non siano state smaltite: otto anni fa si spendeva il 30,8% in più, e il 91% delle famiglie (contro l’86,1% attuale) comprava doni. E che qualcosa non gira ce lo rivela pure quel 57,7% di connazionali convinti che la crisi non è finita; e magari anche quel 53,3% secondo cui i regali non rappresentano una spesa piacevole da fare. Scrooge del terzo millennio, cultori dell’avidità perfino sotto l’albero? O, più semplicemente, gente che vede nei pacchi infiocchettati un attentato a un bilancio domestico difficile da far quadrare?
La verità è che molti italiani già guardano al 2018. E fan di conto, sulla base di un reddito medio di 18.610 euro che sarà di 2.130 euro inferiore al 2007, malgrado i 700 euro recuperati in 4 anni. Ancora non basta: manca la fiducia.