Il Comando Generale della Guardia di Finanza ha diramato una nuova circolare operativa, la n. 1/2018 sulla metodologia dei controlli. Tra le varie disposizioni viene ribadita la fondamentale importanza di procedere all’acquisizione di tutti gli elementi utili alle attività di materia tributaria, prevedendo il controllo dei tablet, degli smartphone, i client di posta elettronica e le applicazioni di messaggistica e chat. Gli uomini della Fiamme Gialle hanno qualificato una parte del personale che effettuerà queste verifiche che sono state suddivise in due tipologie differenti: si tratta delle static analysis che verranno effettuate quando l’acquisizione è stata eseguita su dispositivi spenti, e delle live analysis su sistemi attivi. I militari saranno autorizzati alla ricerca dei dati cancellati, alla ricostruzione delle operazioni eseguite sul sistema oppure a quella dell’utilizzo di specifiche applicazioni come browser o client di posta o, ancora, applicazioni di messaggistica e chat. Infine la circolare prevede la possibilità di acquisire dati informatici detenuti presso soggetti terzi diversi dal verificato.
“L’Italia è diventata uno Stato di polizia tributaria – tuona Luca Silvestrone, Presidente di Assimpresa. Siamo famosi solo per le misure fiscali e repressive adottate da un Governo ormai allo sbando, controllato dai poteri finanziari europei che vogliono distruggere la nostra vera imprenditoria, fatta di piccole e medie imprese che reggono la vera economia. La Guardia di Finanza che fa controlli a tappeto, prevalentemente alle stesse aziende, con metodi spesso invasivi. Terrorizzano chi viaggia su auto importanti o fa shopping di lusso, bloccano banchine per fare controlli alle imbarcazioni, quando con un semplice click sulla tastiera dei loro computer potrebbero avere le stesse informazioni senza fare inutili sceneggiate da film dell’orrore. L’Agenzia delle Entrate che effettua accertamenti induttivi senza alcun senso logico, incrociando le denunce dei redditi con il numero delle tagliatelle che il ristoratore mette in ogni piatto, ed è il contribuente a dover dimostrare la propria onestà, non l’accertatore”.
“Siamo alla follia – continua Silvestrone – i nostri imprenditori vivono nel terrore e perdono tempo e soldi per dimostrare la inconsistenza degli accertamenti subiti. Vessati da un’imposizione fiscale che ha ampiamente superato i limiti della decenza, vessati da accertamenti sistematici e spesso inconcludenti, stremati da cartelle esattoriali e da metodi di recupero delle somme effettuati con metodi persecutori degni di altri Paesi. Non lamentiamoci poi se i contribuenti italiani si rifugiano all’estero per evitare di essere trattati come autentici delinquenti, mentre escono dall’azienda e vedono immigrati che delinquono impunemente, cooperative che si arricchiscono sulle loro spalle, terremotati nei container e immigrati nelle case, mafiosi in libertà, e venditori abusivi che fanno affari e concorrenza sleale grazie agli stessi tutori dell’ordine che per loro chiudono sempre un occhio e, se non basta, tutti e due”.
“Assimpresa – conclude il Presidente – è sul piede di guerra e da oggi, assieme ai propri imprenditori, scatenerà una battaglia senza tregua che potrà sfociare anche in uno sciopero fiscale che durerà finchè il Governo non normalizzerà questa situazione che ha generato terrore, suicidi di Stato e trasferimenti all’Estero”.