I Giovani italiani sono sempre più agricoltori, dato che le imprese agricole under 35 sono aumentate del 9,3% nel 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016, toccando quota 53.475. È questo un aumento record, per la Coldiretti, che ha riportato i dati del progetto «Banca delle terre» promossa dall’Ismea per favorire la concessione di terreni pubblici ai giovani. «L’Italia – dice Coldiretti – è leader in Europa nel numero di giovani in agricoltura per il crescente interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna, dove hanno portato profonde innovazioni con multi-attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo e altro ancora». «Ma insieme alla burocrazia e all’accesso al credito la disponibilità dei terreni – precisa la Coldiretti – rappresenta il principale ostacolo alle aspirazioni dei tanti giovani che vogliono lavorare in agricoltura. Infatti, il 50% delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani ha bisogno di disponibilità di terra in affitto o acquisizione. «In Italia – continua la Coldiretti – il costo della terra è in media 20mila euro, un valore superiore a quello di Germania e Francia». «Incentivare la presenza dei giovani significa sostenere la competitività del Paese», ha affermato Maria Letizia Gardoni, presidente dei giovani della Coldiretti nel sottolineare che «secondo una recente indagine infatti le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54% della media, un fatturato più elevato del 75% della media e il 50% di occupati per azienda in più». Coldiretti ha anche ricordato che il consumo di suolo fa perdere alla produzione agricola 400 milioni di euro all’anno «con pesanti effetti dal punto di vista economico, occupazionale, ma anche ambientale», dice ancora la Coldiretti. «La disponibilità di terra coltivata significa – sottolinea la Coldiretti – produzione agricola di qualità, sicurezza alimentare e ambientale per i cittadini nei confronti del degrado e del rischio idrogeologico. Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo si abbattono i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire». Da martedì sono messi in vendita sul sito Ismea 8mila ettari della Banca nazionale delle terre agricole pronti per la coltivazione. E’ un primo lotto che fa parte di una complessiva operazione da oltre 23mila ettari gestita tramite Ismea dal ministero delle Politiche agricole. L’avvio è stato dato dal ministro Maurizio Martina. «Diamo nuovo valore ai terreni pubblici – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – con un investimento su sostenibilità, economia e lavoro e per questo ai giovani interessati spettano mutui agevolati. Con la Banca nazionale delle terre agricole stiamo sperimentando una nuova forma di rivalutazione dei beni comuni, con l’obiettivo chiaro di favorire lo sviluppo di nuove realtà agricole nei territori. Le risorse che derivano dalla vendita dei terreni saranno totalmente dedicate al sostegno dei giovani agricoltori». Trovare il terreno che fa al caso proprio è facile, dato che il sito ha le terre geolocalizzate che possono essere ricercate per Regione. Le informazioni sono tutte disponibili sul sito di Ismea, che riguardano posizione, caratteristiche naturali, tipologie di coltivazioni e valori catastali. Gli utenti possono consultare la Banca anche per grandezza dei terreni disponibili e si può esprimere la manifestazione d’interesse per uno o più lotti. Da febbraio partirà la procedura competitiva a evidenza pubblica tra coloro che hanno manifestato interesse. I terreni acquistabili sono concentrati soprattutto nel Centrosud d’Italia, con La Sicilia a fare la parte del leone (1700 ettari), seguita da Toscana e Basilicata (1300 ettari), Puglia (1200), Sardegna (660 ettari), Emilia Romagna e Lazio (quasi 500 ettari).