Raggiunto l’accordo fra governo e PD su come abolire le tariffe a 28 giorni, per telefonia e tv. Dopo i dubbi su un possibile scontro tra il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, e il Pd, si è raggiunto un compromesso nell’emendamento che il ministro ha presentato in serata alla Legge di Bilancio 2018, in commissione Bilancio del Senato. Per quanto emerso, le tariffe devono essere mensili o a multipli di mesi, ad eccezioni di promozioni che devono avere durate inferiori al mese e comunque non rinnovabili. Le sanzioni arrivano fino a 5 milioni di euro. Nei giorni scorsi, come scritto da Repubblica, e fino a questa sera, PD e Governo erano in disaccordo sul testo dell’emendamento. Infatti ne avevano elaborati due in contrasto tra loro. La modifica di Calenda invece è stata presentata come un sub emendamento a quello già depositato da Esposito (Pd), che a sua volta ripercorre le indicazioni presentate – in forma di progetto di legge – dall’onorevole democratica Alessia Morani, alla Camera soltanto pochi giorni fa. L’iniziativa parlamentare ha trovato sostegno da parte dell’ Agcom, che ha avviato procedimenti sanzionatori e chiesto maggiori poteri. “Abbiamo raggiunto la quadra con il Governo, io e Morani siamo d’accordo sul testo”, dice Esposito.  Oggi un comunicato stampa di Aduc criticava anche l’emendamento Esposito, paventando che anche le promozioni di durata temporanea potessero aprire una scappatoia per gli operatori. “Non credo, il testo è stato visto con Agcom, ma comunque possiamo fare una precisazione sulle promozioni”, dice Esposito. Come ha ricostruito Repubblica, le grandi compagnie, pronte a tornare indietro alla fatturazione mensile, vista la pressione ormai crescente da tante parti, chiedono al governo un periodo di moratoria sulla possibilità dei clienti di recedere dai contratti. In sostanza, vorrebbero far scattare degli aumenti tariffari per il 2018 in concomitanza con il ritorno alle 12 bollette, in modo da spalmare gli stessi incassi annui su meno fatture ma senza perdere introiti. Se così facessero, dovrebbero concedere ai clienti la possibilità del recesso gratuito.  Alcune società, temendo una corsa al ribasso da parte di alcune compagnie, suggeriscono di congelare questo diritto per i consumatori.