Il governo propone l’esonero dalle aspettative di vita di 15 categorie di lavori gravosi, circa 20mila lavoratori. Sono: gli operai dell’industria estrattiva, i conduttori di gru, chi lavora sulle macchine di perforazione, i conciatori, i macchinisti ferroviari, i camionisti, i professori di scuola pre-primaria, i facchini, gli addetti alla pulizia, le ostetriche ospedaliere e assistenti per non autosufficienti, già individuati per l’accesso all’Ape social, insieme agli agricoltori, i siderurgici, i marittimi e i pescatori. Per ottenere il blocco dell’aspettativa di vita i lavoratori dovranno avere versato 36 anni di contributi e dimostrato di aver svolto una attività gravosa continuativamente per sei anni negli ultimi sette anni. Le persone individuate corrispondono al 10-15% delle previste pensioni di vecchiaia del 2019. Questa, secondo i sindacati , è la proposta che il governo ha proposto nel confronto tecnico con Cgil, Cisl e Uil. L’ esecutivo avrebbe anche suggerito una Commissione scientifica con Inail, Istat, Inps, Mef aperta eventualmente ai sindacati, per analizzare le diverse aspettative di vita in relazione alle mansioni svolte. Il tavolo tecnico che avrebbe dovuto riunirsi ancora domani però si aggiorna a giovedì. I sindacati appaiono distaccati, non ritenendo sufficienti le aperture del governo. Una riunione prevista per domani nel pomeriggio farà comunque un primo punto sulla trattativa. Lunedì 13 supplemento d’ indagine tecnica nella mattinata prima del vertice politico a Palazzo Chigi.