I proprietari che vogliono far fruttare il proprio alloggio con le varie formule di locazioni brevi ricevono buone notizie. Gli altri condomini infatti, non potranno opporsi o contestare, a meno che non sia inserita una specifica clausola che stabilisce che non possano essere esercitate espressamente queste attività. Se invece la clausola è generica, il divieto non ha valore. Per la sentenza 22711 del 28 settembre scorso, la Cassazione ricorda per prima cosa, che il regolamento contrattuale, ossia quello scritto dal costruttore e accettato al rogito dell’appartamento, è l’unico atto che può imporre limiti o divieti ai condomini per l’utilizzo dei propri appartamenti. Si tratta, infatti, di un atto che è parte integrante del contratto di acquisto, e per questo motivo le clausole relative ai diritti sulle proprietà private o comuni sono vincolanti per tutti i condomini. Per vietare uno singolo specifico utilizzo degli appartamenti, oppure lo svolgimento di una specifica attività, occorre però che nel regolamento contrattuale si faccia esplicito riferimento all’attività che si vuole vietare. In caso contrario l’attività in questione è comunque consentita. Nel caso esaminato dalla Cassazione, in particolare, il regolamento prevedeva il divieto di affitto o subaffitto degli appartamenti, ma precisando espressamente che il divieto era legato all’utilizzo degli immobili sotto forma di pensione o albergo. Secondo la Cassazione, però, questa formula non prevede un divieto assoluto di adibire i singoli vani dell’appartamento ad uso diverso da quello di privata abitazione, ma solo, appunto, allo svolgimento di una specifica attività. Ragione per cui questa formula non vieta la locazione breve o affitto saltuario. In base a quanto stabilito nella sentenza, quindi, l’assemblea condominiale può appellarsi al regolamento contrattuale per vietare specifiche attività solo se nel testo del regolamento l’attività in questione è espressamente indicata. Se invece la formula contenuta nel regolamento non comprende con esattezza l’attività che si vuol vietare, non si può intervenire. Per la locazione della casa con la formula degli affitti brevi non si dovrà, perciò, chiedere alcun permesso e non si potrà subire contestazioni.