Giancarlo Cancelleri e (a destra) Nello Musumeci

E’ iniziato  lo spoglio delle schede per l’elezione del presidente della Sicilia e dei 70 deputati regionali. Secondo le prime proiezioni di Piepoli per la Rai, il candidato di centrodestra Nello Musumeci è il lieve vantaggio con il 36% su quello dei 5 stelle Giancarlo Cancelleri che si ferma al 34%. Chiarissima e pesante è la sconfitta di Fabrizio Micari, candidato del Pd e di Ap, che sta al 19,5% mentre la neonata sinistra unita si conta per la prima volta con Claudio Fava e raggiunge un risultato intorno al 9%.
Musumeci ancora non si sbilancia e parla di «Cauto ottimismo».
Va male, invece, il rettore Micari, scelto da Matteo Renzi accogliendo la proposta di Leoluca Orlando e convincendo Angelino Alfano. «Una sconfitta annunciata e indiscutibile», non si è nascosto dopo la chiusura dei seggi Lorenzo Guerini. La rottura con la sinistra di Fava danneggia, ma non in modo determinante, il centrosinistra prefigurando una divisione tra i dem e egli ex Mdp difficilmente sanabile a livello nazionale. Delude, secondo gli exit poll, il risultato del rettore ma anche il Pd sarebbe in calo rispetto alla percentuale del 13,4% di 5 anni fa con una forchetta tra l’8 e l’13%.
Un risultato che rischia di aprire una resa dei conti interna al partito a pochi mesi dalle politiche, con la minoranza che chiede una maggiore collegialità nelle decisioni e arriva a mettere in discussione il ruolo di Renzi come candidato premier. E che non aiuta la stabilità del governo Gentiloni alla vigilia dell’iter alle Camere della manovra. Anche perché il commento a caldo del renziano Davide Faraone è al vetriolo contro il presidente del Senato: «Micari ha avuto il coraggio di candidarsi che Grasso non ha avuto». Parole che riaprono lo scontro con i bersaniani: «Ecco l’arroganza dei renziani», replica Miguel Gotor.