Il premier spagnolo Mariano Rajoy

Oggi il governo spagnolo deciderà l’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione che permette il commissariamento del Governo di Barcellona. Probabilmente questo risponderà, dichiarando la ‘Repubblica’ indipendente di Catalogna. Ieri seta  re Felipe VI, parlando ad Oviedo, ha denunciato l'”inaccettabile tentativo di secessione” catalano e affermato che la Catalogna “è, e sarà, una parte essenziale della Spagna”. La Spagna, ha assicurato il monarca, “farà fronte all’inaccettabile tentativo di secessione di una parte del suo territorio nazionale e lo risolverà con le sue legittime istituzioni democratiche, nel rispetto della Costituzione e dei valori e principi della democrazia parlamentare”.
Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha confermato  di aver concordato le misure di commissariamento che saranno varate oggi dal governo con i due partiti unionisti che appoggiano la sua strategia catalana, Psoe e Ciudadanos. Carmen Calvo, capo negoziatrice per il Psoe, ha spiegato che Madrid prenderà il controllo fra l’altro dei Mossos, la polizia catalana, dei media pubblici Tv3 e Catalunya Radio, un’ipotesi che suscita molte proteste, oltre che dei conti della Generalità e delle competenze del President Carlos Puigdemont. C’è accordo inoltre per usare il 155 per sciogliere il Parlament e andare alle urne in gennaio. I socialisti, duramente criticati da sinistra da Podemos per l’appoggio a Rajoy, premono perché il 155 sia usato nella forma più leggera e breve possibile, e perché non si ripetano le scene di violenza sui civili ai seggi del primo ottobre che hanno scioccato l’opinione pubblica internazionale.
Rajoy ieri a Bruxelles – dove come previsto ha incassato l’appoggio degli altri leader Ue e del presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani al Consiglio europeo – ha detto che l’art.155 “non suppone l’uso della forza”. Ma non è scontato che sia così. E, in serata, intervenendo ad Oviedo alla presenza del re di Spagna, lo stesso Tajani ha dichiarato: “Quando alcuni seminano la discordia ignorando deliberatamente le leggi è necessario ricordare l’importanza del rispetto dello stato di diritto”.