MDraghi

Mario Draghi Presidente della BCE

“In un contesto europeo nel quale le banche mostrano segni di debolezza in ogni Stato, la Bce, guidata da un italiano, decide che le uniche banche da affossare, sono quelle italiane. Il disegno perverso, che noi denunciamo da sempre, ovviamente, è colpire le banche per radere al suolo le Pmi che rappresentano il tessuto sociale ed economico del Paese, e che tengono ancora in piedi la nostra economia con grandi sacrifici”.
E’ quanto afferma Luca Silvestrone, Presidente di Assimpresa, in merito alle ultime disposizioni della Banca Centrale Europea (Bce) in materia di crediti deteriorati delle banche. Una vicenda sulla quale, ricorda Silvestrone, “ben ha fatto il Presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani a chiedere chiarimenti soprattutto per le ricadute negative che potrebbe avere sulle Pmi italiane”.
A queste osservazioni ha risposto Danielle Nouy, Responsabile della Vigilanza bancaria della Bce affermando che “siamo del parere che il progetto di addendum (le norme sui crediti deteriorati delle banche), rientri nel mandato e nei poteri di vigilanza della Bce”.
“Il tono fermo e deciso, quasi supponente, della Nouy, dimostra chi davvero comanda in Italia e quanto siamo considerati a livello europeo”, osserva ancora Silvestrone secondo cui “risulta chiaro che le nuove disposizioni della Banca Centrale, per i maggiori accantonamenti richiesti agli Istituti di Credito italiani, andranno a creare problemi alle aziende a causa dell’aumento dei costi del credito ed alla drastica riduzione dei finanziamenti”.
“Questo orientamento ormai a noi ben noto va in netto contrasto con tutte le iniziative tese a favorire una ripresa dell’economia. Il potere finanziario internazionale ha, da tempo, preso il sopravvento sulla politica nazionale. Mentre i politici – tuona Silvestrone – si scannano su legge elettorale, Ius soli, legge Fiano, ecc. le nostre imprese vengono abbandonate, lasciate sole, a combattere contro poteri forti che gestiscono, di fatto, la nostra economia. E le previsioni indicano, nei primi mesi del prossimo anno, una nuova iniziativa tesa a stringere, ancora di più, la presa contro le nostre banche e, quindi, contro le nostre famiglie ed imprese”.
“Per questo – conclude la nota di Assimpresa – inizieremo una battaglia fortissima per fare in modo che i nuovi provvedimenti siano calibrati, in maniera più oculata e meno faziosa, dai nuovi padroni del potere”.