Controlli a Marsiglia

Terrore alla stazione di Marsiglia. Un nordafricano di circa 30 anni – già noto per reati comuni alla polizia con diversi alias ma non per terrorismo – ha accoltellato a morte 2 ragazze nello scalo ferroviario di Saint Charles. Secondo quanto riferito da testimoni, l’uomo ha aggredito le due vittime al grido di “Allah akbar”: una ragazza è stata sgozzata, l’altra è stata pugnalata a morte. Avevano 20 e 17 anni. L’aggressore, che era in possesso di due grossi coltelli, è stato poi intercettato e ucciso dai soldati di guardia, schierati nell’ambito dell’operazione anti-terrorismo Sentinelle.
L’Isis, tramite l’agenzia Amaq, l’organo di propaganda dei jihadisti di Al Baghdadi, ha rivendicato l’attacco definendo l’assalitore un suo “soldato”.

Poche ore dopo un uomo ha investito diverse persone mentre era alla guida di un camion a Edmonton, in Canada, provocando almeno cinque feriti. L’autista, un trentenne, ha anche accoltellato un agente e poi è stato arrestato dalle forze dell’ordine, che hanno subito parlato di “un attacco terroristico”. A bordo dell’automezzo c’era una bandiera dell’Isis, riferisce il capo della polizia della città, Rod Knecht, precisando che probabilmente “l’uomo ha agito da solo”. L’attacco terroristico si sarebbe svolto in due momenti: il primo ha riguardato l’accoltellamento di un agente di polizia fuori da uno stadio di football (il poliziotto è in ospedale e non sembra essere in condizioni critiche). Successivamente l’assalitore, alla guida di un camion noleggiato, si è gettato sulla folla ferendo quattro persone. L’attentatore di Edmonton è stato identificato in Abdulahi Hasan Sharif. L’uomo, 30 anni, era già noto alla polizia che però non aveva alcuna indicazione di un possibile attacco.