Tutto come previsto il voto per il rinnovo del Bundestag, il parlamento federale tedesco. Angela Merkel conquista il suo quarto mandato alla Cancelleria ma il suo partito, la CDU, unito alla CSU bavarese, perde oltre l’8% dei voti. Percentuale che conquista l’estrema destra dell’Afd – Alternativa per la Germania. In cvalo anche i socialisti.
La clamorosa avanzata dell’Afd semina preoccupazione in tutto il paese: subito dopo la pubblicazione dei primi exit poll centinaia di manifestanti sono scesi in piazza a Berlino contestandoli al grido di “Nazisti maiali”, “Berlino vi odia”. E loro invece festeggivano in un party privato nella Alexanderplatz. Il boom dell’ultradestra xenofoba inquieta anche i principali gruppi ebraici tedeschi che esprimono allarme.
La soddisfazione per l’affermazione elettorale nel leader del movimento (ed ex membro della Cdu) Alexander Gouland si intreccia con lo sguardo al futuro. “Metteremo sotto pressione la Merkel” spiega in un’intervista a “Repubblica”. “Ci prenderemo il Paese”. Di fronte alle accuse di estremismo Gouland dice di “non conoscere persone antisemite né esponenti dell’estrema destra” e spiega il successo con il fatto che “temi che stanno a cuore a tanti tedeschi sono stati rimossi” ma anche con il fatto che il suo movimento è sempre stato tenuto ai margini: “La gente non vuole che siamo trattati come reietti. E’ qualcosa che ci ha rafforzato molto”.

Problemi per il governo soprattutto dopo che il leader dell’Spd Martin Schulz ha annunciato l’addio alla Grosse Koalition per passare all’opposizione.
Angela Merkel ha ribadito che le opzioni sul tavolo restano due: una nuova Grosse Koalition di Cdu ed Spd; oppure una Coalizione Giamaica (che prende il nome dal colore dei partiti che la comporrebbero: nero, giallo e verde) fra Cdu, liberali della Fdp e Verdi. Questo nonostante, subito dopo la diffusione dei primi exit poll alla chiusura delle urne, il leader della Spd Martin Schulz abbia annunciato che la Grosse Koalition è finita e il suo partito intende andare all’opposizione.
Non ci sono i numeri per stringere un’alleanza di governo a due, cioè soltanto fra il blocco di Merkel e i Verdi o fra il blocco di Merkel e i liberali (che già avevano governato in tandem a livello federale dal 2009 al 2013). Entrambi i partiti piccoli hanno sminuito la possibilità della Coalizione Giamaica prima del voto di oggi, ma potrebbero essere attirati dalla possibilità di andare effettivamente al governo. Tuttavia hanno chiarito che non sarà facile: “Non saremo un partner facile”, ha dichiarato Katrin Göring-Eckardt, leader del partito dei Verdi; e il leader dei liberali, Christian Lindner, ha chiarito alla Zdf che il suo partito è disponibile per una coalizione ma non a tutti i costi.