Il quotidiano dei vescovi aumenta i lettori, ma piace sempre meno ai cattolici. E nelle parrocchie i parroci devono raccogliere le lamentele dei fedeli per un Avvenire che è giudicato troppo a sinistra.
Particolarmente contestata la pima pafgian di domanica con l’appello a favore della legge sullo Ius Soli che avrebbe indignato molti cattolici.
Su Twitter un follower ha ricordato al direttore Marco Tarquinio che l’editoriale sembra lo sbobinato di un vecchio comizio di Massimo D’Alema in favore dello Ius Soli. Mentre altri usano un’etichetta che sembrava finita nel dimenticatoio: cattocomunista. Sui Social network pochi religiosi prendono posizione esplicitamente. Ma chi lo fa usa parole pesanti come pietre. Come un sacerdote che su Twitter chiede incredulo: “Perché non mettere in prima pagina i cristiani perseguitati?” Obiezione destinata a rimanere lettera morta.
Anche sulla pagina Facebook di Avvenire i fedeli si fanno sentire. E mentre le condivisioni e i like stentano a decollare, piovono critiche se non addirittura insulti. Scrive una lettrice: “Ma non diciamo stupidaggini! A 18 anni se vogliono possono richiedere la cittadinanza italiana” Ancora più duro Pier Luca Bancale, sacerdote romano, che ha il coraggio di annunciare pubblicamente il boicottaggio che molti suoi colleghi hanno già avviato in silenzio. «Allibito dalla prima pagina di oggi, sfacciata propaganda dello ius soli. Ma solo per le unioni civili la Chiesa non fa politica?” Questa domenica le copie di Avvenire le ho lasciate in sagrestia per evitare che la gente fosse scandalizzata dal giornale dei vescovi…»