Salvini durante la conferenza stampa di ieri

Il Tribunale di Genova, su richiesta della Procura, ha bloccato i conti della Lega Nord a seguito di una sentenza di primo grado con la quale è stato condannato l’ex leader Umberto Bossi.
Matteo Salvini ha convocato in fretta e furia una conferenza stampa alla Camera e ha criticato con veemenza le toghe: «È un attacco senza precedenti alla democrazia, un atto unico nella storia della Repubblica, una scheggia della magistratura ci vuole mettere fuori gioco».
Secondo la dirigenza della Lega, le toghe «stanno facendo politica, vogliono metterci fuori legge, nelle condizioni di non esistere». Finora, riferisce il segretario in conferenza stampa, «sono stati bloccati i conti correnti di Imperia, Bologna, Bergamo, Sanremo e Trento». Tutto, «a fronte di 400 mila euro presunti utilizzati da Bossi e i suoi figli e Belsito», nella causa che è arrivata a sentenza di primo grado questa estate. Altro dito puntato da Salvini: «Non abbiamo contezza di nulla, a noi non è stato recapitato nulla».
«Quello emesso dal tribunale è un sequestro preventivo provvisorio — ha spiegato il procuratore di Genova Francesco Cozzi —. Se la sentenza di condanna di primo grado dovesse essere ribaltata in appello o in Cassazione i soldi verranno restituiti».
Umberto Bossi è stato condannato in primo grado a 2 anni e 3 mesi di carcere nel processo su presunte irregolarità sull’utilizzo di fondi pubblici da parte del movimento politico. È stato anche disposto il sequestro di 48 milioni di euro di contributi pubblici che la Lega ha ricevuto negli anni in cui Bossi era segretario.
«Al momento non abbiamo soldi per pagare la festa di Pontida, che però si farà. Non c’è alcuna sentenza, né un verbale né una notifica. C’è una scheggia della magistratura che fa politica. È un’opera di distruzione che non gli riuscirà, che grida vendetta. Se pensano di spaventare o fermare la Lega si sbagliano» lamenta ancora Salvini.
La decisione dei magistrati genovesi è un atto inusuale e senza precedenti. Un atto che limita fortemente l’attività di un partito politico per di più in una fase particolarmente delicata come l’approssimarsi di elezioni amministrative e politiche nella prossima primavera. Un atto, per di più assunto sulla base non di una sentenza definitiva, ma di primo grado e, dunque, suscettibile di revisioni e annullamenti.
Un atto che non può non lasciare perplessi.