Una zona di Livorno alluvionata

Sono riprese questa mattina le ricerche dei due dispersi che si teme siano le ulterori vittikme dell’alluvione che ieri ha colpito Livorno. Si tratta di una donna, di 34 anni, e di un uomo. Il bilancio ufficiale al momento conferma sei morti. Una settima vittima, che alcuni collegano al nubifragio, in realtà è un uomo deceduto in un incidente stradale non lontano da Livorno, ma l’incidente non è ancora stato collegato al maltempo.
In nottata sulla città ha piovuto per circa un’ora poi ha smesso anche se il cielo è coperto di nuvoloni grigi. Oggi è previsto l’arrivo del ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti per un vertice in prefettura. Dal Comune confermano che oltre alla ricerca dei due dispersi la priorità resta quella di liberare le strade dal fango prima possibile.
Quattro corpi sono stati trovati in uno scantinato, un altro nella zona di Monterotondo-Montenero. Frane e smottamenti in tutta l’area.
I quattro morti trovati in un appartamento seminterrato di via Nazario Sauro sono i componenti di una intera famiglia: padre, madre un bambino di quattro anni ed il nonno. Secondo le prime riferite al sindaco Filippo Nogarin, il nonno sarebbe riuscito a mettere in salvo una nipotina e sarebbe tornato indietro per cercare di salvare anche il piccolo. L’appartamento si affaccia al piano terra di un palazzo non lontano dall’accademia navale ed è in parte interrato. La zona sarebbe stata investita da un vero e proprio muro d’acqua. Nei pressi scorre un corso d’acqua tombato la cui foce a mare è distante un centinaio di metri.
“Sono state avviate indagini”. Così il procuratore capo della Repubblica di Livorno Ettore Squillace Greco ha risposto alla domanda se fosse stata aperta un’inchiesta sul disastro a Livorno provocato dal nubifragio: al momento sei le persone morte, due quelle disperse. Già nella giornata di ieri il procuratore, insieme ai sostituti Giuseppe Rizzo e Antonella Tenerani, ha effettuato dei sopralluoghi in città.
Fra la notte e le prime ore di ieri mattina a Livorno è caduta in 4 ore la pioggia di 3 mesi e questo ha determinato un ‘effetto tappo’ nei confronti dei fiumi già ingrossati dagli enormi quantitativi di pioggia. E’ questo, secondo il meteorologo Simone Abelli del Centro Epson Meteo, quello che ha scatenato la tragedia. “Nell’ambito dell’intensa perturbazione giunta sull’Italia (la numero 3 di settembre), una particolare e tenace convergenza di correnti decisamente umide, proprio in corrispondenza del tratto di mare di fronte alle coste della media-alta Toscana, ha innescato una serie di temporali ‘rigeneranti’. Si tratta – sottolinea l’esperto – di fenomeni che abbiamo imparato a conoscere in occasione di altre situazioni critiche affrontate sul nostro territorio.