Paola De Micheli

Donna, emiliana, renziana di ferro (dopo esser statabersaniana e  lettiana) sottosegretario all’Economia e presidente della Lega di Pallavolo di Serie A Paola De Micheli è il nuovo Commissario per la ricostruzione delle aree colpite dal terremoto dello scorso anno in Centro Italia. La sua nomina verrà ufficilizzata domani dal Consigio dei Ministri  Prende il posto del dimissinario Vasco Errani passato con i bersaniani.
Ma chi è esattamente il nuovo commisasario? Piacentina, 42 anni, attualmente ricopre l’incarico di sottosegretario all’Economia. Prima di un’inaspettata conversione lungo la strada del renzismo, Paola De Micheli è stata esponente della minoranza dem del Pd vicina all’ex premier Enrico Letta. La sua voce è stata tra le più dure contro Renzi. Soprattutto dopo la scalata dell’ex sindaco di Firenze a Palazzo Chigi che costò la poltrona a Letta. Poi alle ultime primarie, la De Micheli ha scelto di appoggiare Renzi nella sfida contro Andrea Orlando e Michele Emiliano per la guida del Partito. Cinque mesi dopo, l’appoggio a Renzi è stato ripagato con l’incarico di commissario straordinario per la ricostruzione: una poltrona che in passato, con la scelta di Vasco Errani, l’ex governatore dell’Emilia Romagna era un uomo di Pier Luigi Bersani, servì al segretario del Pd Matteo Renzi per accontentare la minoranza interna dei democratici
Dal 1998 all’ottobre 2003 ha presieduto la cooperativa di agricoltori Agridoro, specializzata nella trasformazione del pomodoro in passate e polpe, finita l’anno dopo in liquidazione coatta amministrativa sotto i colpi della concorrenza del concentrato cinese.Gran parte della sua esperienza professionale è stata nel mondo dell’alimentare e delle conserve di pomodoro, da Berni spa a Global chef. Il suo curriculum cita anche un’esperienza da “consulente presso Urumqi, Xingjiang“: la capitale del pomodoro made in China..

Una nomina che ha fatto storcere il naso a molti sul fronte delle opposizioni.  Il Movimento 5 Stelle contesta la decisione: i capigruppo alla Camera e al Senato, Simone Valente ed Enrico Cappelletti, secondo cui l’unico criterio impiegato per la scelta è stato quello “della fedeltà al partito. L’unico requisito fondamentale per accedere a quella carica dunque è far parte del Pd. Competenza ed esperienza sulla materia ovviamente non vengono prese in considerazione da Gentiloni”.