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Angelino Alfano

L’omicidio di Giulio Regeni rappresenta “una grave ferita per le nostre coscienze, di tutti noi e del nostro Paese”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano, parlando davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato dei rapporti tra Italia ed Egitto dopo la decisione del governo di rimandare al Cairo il nostro ambasciatore.
“L’Egitto è un partner ineludibile dell’Italia e l’Italia è un partner imprescindibile per l’Egitto”. Così Alfano ha voluto sottolineare l’importanza delle relazioni tra i due paesi e dunque giustificare in qualche modo l’atteggiamento non proprio rigido del nostro governo rispetto al delitto Regeni.  “E’ impossibile per i nostri paesi – ha chiosato infatti il ministro degli Esteri – non avere un’interlocuzione politico-diplomatica di alto livello”.
L’invio al Cairo dell’ambasciatore Giampaolo Cantini, ha comunque assicurato Alfano, “un diplomatico di comprovata esperienza, intende rafforzare l’impegno politico e morale” del governo italiano “al perseguimento della verità” sulla morte di Giulio Regeni. “Le indagini dovranno proseguire con vigore, continueremo ad aspettarci piena collaborazione dalle autorità egiziane” per fare luce sulla morte del ricercatore, “lo dobbiamo a Giulio, alla sua famiglia e a tutti noi italiani”.
I Cinquestelle hanno attaccato duramente la condotta del governo e le parole di Alfano: “Con imbarazzante silenzio – commenta il senatore M5S Stefano Lucidi su Fb – il ministro degli Esteri Alfano consegna il caso Regeni all’elenco delle tragedie italiane che non avranno mai risposta. Abbiamo chiesto chiarimenti sul caso Regeni, ma il ministro non ha risposto affatto alle nostre domande. Nessun accenno al dossier del Nyt che citava rivelazioni note alla nostra presidenza del Consiglio. Nessun accenno a quali azioni risolutive abbia in programma il governo italiano”.