Il vertice di Parigi

L’Ue prova ad affrontare l’emergenza migranti. E lo fa con un vertice a Parigi. Dove il padrone di casa Emmanuel Macron parla di “sfida che ci riguarda tutti e che nessuno può risolvere da solo”. Per questo “Dobbiamo agire tutti insieme, dai Paesi d’origine fino all’Europa, passando per i Paesi di transito per condurre un’azione efficace.
Prioritaria la stabilizzazione della Libia, mentre per l’asilo agli aventi diritto si avvieranno le procedure di identificazione già nei paesi di provenienza. L’identificazione avverrà con liste preparate dall’Unhcr. E’ una cooperazione di giustizia, a volte anche di presenza militare sul campo.
Portata ad esempio la cooperazione in atto tra Italia e Libia.
“Bisogna distinguere tra migranti economici e coloro che sono possibili candidati a essere davvero rifugiati. Dobbiamo arrestare l’immigrazione irregolare per non dare un segnale non corretto”, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel. “Grazie ai progetti di aiuto allo sviluppo i migranti potranno tornare nei propri Paesi”, ha assicurato Merkel, avvertendo però che quella contro il flusso dei migranti è una “sfida dalle proporzioni immense perché i Paesi sono molto diversi nella loro natura”. La cancelliera ha però garantito che ci sarà un “rafforzamento della cooperazione giuridica contro i trafficanti”.
“L’Italia non rinuncia a salvare vite umane”, ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. “Non rinunceremo alla nostra tradizione di accoglienza”. “Oggi abbiamo fatto un passo avanti nella direzione di rendere più governabile il flusso dei migranti e lavorare per lo sviluppo dell’Africa”. “Serve una strategia comune”, ha ribadito. “Nella crisi dei migranti “l’impegno va europeizzato, perché è chiaro che non può essere solo di due Paesi”. Il fenomeno migratorio dall’Africa verso l’Europa è “strutturale”, ma per ridurre il peso dei trafficanti bisogna “contribuire alla stabilità dei Paesi di transito”. Per questo Gentiloni ritiene utile “una stabilizzazione inclusiva della Libia e anche Ciad e Niger sono importanti”. Gentiloni sottolinea che ci sarà “un sostegno sempre più europeo alla guardia costiera libica, un sostegno alle nuove regole per le Ong, un sostegno alle comunità locali libiche per rompere il business dei trafficanti”. Il premier italiano rimarca che nelle ultime settimane “abbiamo ottenuto risultati che vanno consolidati”.
Al summit erano presenti anche il premier spagnolo Mariano Rajoy, per l’Ue Federica Mogherini, per la Libia Fayez Al Serraj (non il generale Khalifa Haftar). Infine, i capi di Stato di Niger e Ciad.