Se gli sbarchi in Italia sono diminuiti, non significa che sia calato il numero dei disperati in fuga dall’Africa. L’intesa con la Libia sembra funzionare. Almeno per il momento. Tanto che sarebbero oltre 700nila i migranti fermi sul territorio libico bloccati dall’esercito o riportati indietro dalla motovedette libiche quando erano già in mare.
In soli tre mesi quasi 15mila sono stati fermati e riportati indietro mentre stavano già nelle Mediterraneo alla volta delle coste italiane.
La grande maggioranza è stata presa al largo dei porti di Sabratha, Zawia e Zuwara. Una olta raggiunti dalla Guardia Costiera Libica vengono cosegnati alla polizia che dalle spiagge li porta in una decina di campi di transito per il riconoscimento, poi vengono trasferiti in campi permanenti.
A loro si aggiungono le decine di migliaia in attesa da mesi a ridosso delle spiagge della Libia occidentale nel tentativo di racimolare circa 1.000 euro a testa necessari a pagare gli scafisti.
Delle centinaia di miglia di persone bloccate in Libia solo una piccola parte decide di far ritorno nei luoghi d’origine. Tutti gli altri restano in attesa di una situazione che non si sa bene al momento come possa evolvere.
Per ora sta di fatto che la Libia non è più una rotta sicura per i trafficanti di esseri umani. tanto che algtre migliaia di migranti sarebbe bloccta nel deserto in attesa di sapere quale strada interaprendere. Insomma si cerca una nuova rotta che permetta di superare il blocco libico frutto delle intese raggiunte tra il governo italiano e quattordici tra sindaci e leader locali distribuiti lungo le rotte migratorie in Libia.