I reali di Spagna durante la cerimonia

Messa solenne oggi per la pace e per le vittime degli attentati a Barcellona nella basilica della Sagrada Familia. Alla celebrazione presenti tra gli altri il re Felipe VI, il premier spagnolo Mariano Rajoy, il presidente della Generalitat, Carles Puigdemont e il sindaco di Barcellona, Ada Colau.
Secondo indiscrezioni degli inquirenti, il “piano A” dei terroristi islamici era “far saltare in aria” proprio la Sagrada Familia, simbolo di Barcellona, con “enormi quantità di esplosivo” Tatp. Mercoledì notte qualcosa però è andato storto. Probabilmente il Tatp, noto per la sua alta instabilità, è stato manipolato male e il covo dei terroristi ad Alcanar è esploso. La cellula ha così dovuto rinunciare “all’enorme attentato” che pianificava e ripiegare su soluzioni più “artigianali”, senza esplosivi, sulla Rambla e a Cambrils, spezzando 14 vite umane e facendo 134 feriti.
Intanto continua la caccia a Younes Abouyaaqoub, ritenuto l’autista del furgone killer della Rambla. Decine e decine di posti di blocco sono stati innalzati nel nord-est della Catalogna: le ricerche si concentrano attorno alle cittadine di Ripoll e di Manlleu. Sembrerebbe quindi venir meno l’ipotesi che voleva il 22enne marocchino fuggito in Francia. Un appello a costituirsi gli è stato rivolto sabato sera da sua madre. “Voglio che tu ti costituisca, non voglio che tu uccida altre persone”, “l’Islam non lo predica”, ha detto la donna.