I raggi Uva dei lettini solari possono eseer dannosi per la pelle. L’ha confermato di recente anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), attraverso un documento chiamato ‘Artificial tanning devices: public health interventions to manage sunbeds’ secondo cui le lampade abbronzanti aumenterebbero del 20% la possibilità di contrarre un melanoma.
Il documento dell’OMS ha raccolto una serie di dati (provenienti da tutto il mondo) riguardanti l’uso dei dispositivi artificiali per la tintarella. La situazione pare allarmante: le persone che si sono abbronzate almeno una volta nella vita in un solarium, si legge, hanno (in media) il 20% di probabilità in più di ammalarsi di tumore alla pelle. Il rischio, inoltre, sale al 59% se la prima volta sul lettino solare si è verificata prima dei 35 anni.
I dati mostrano che l’età in cui compare il primo melanoma, negli ultimi 30 anni, si è abbassata. E una delle cause potrebbe essere l’abitudine che hanno i giovani di frequentare i solarium. Inoltre, sono le donne a essere maggiormente vulnerabili ai rischi di ammalarsi di tumore alla pelle. Questo perché, secondo vari studi passati, sarebbero le esponenti del gentil sesso ad affidarsi più assiduamente ai sistemi di abbronzatura artificiale.
La stima generale dell’OMS, infine, è che i solarium potrebbero essere i responsabili di circa 10mila casi di melanoma al mondo nell’arco di un anno. Questo documento ha voluto mettere in guardia le persone e incentivare i governi a sensibilizzare i propri cittadini sui potenziali rischi dei raggi UVA dei solarium, tramite campagne pubblicitarie o veri e propri interventi (in Italia e in altri paesi, ad esempio, i minorenni non possono fare lampade). La questione, ovviamente, dovrà essere approfondita, ma per ora gli studi passati hanno ricevuto una solida conferma basata su dati empirici.