Chiara Appendino

Non c’è solo l’Atac di Roma nella bufera per i debiti e l’uscita tumultuosa del direttore generale, Bruno Rota, che ha polemizzato sull’impossibilità della società dei trasporti pubblici di andare avanti con una mole di debito da 1,35 miliardi.Anche un’altra città amministrata dai Cinque Stelle come Torino sta vivendo la stessa situazione anche se con minor clamore.
Infatti il Gtt (Gruppo torinese trasporti) ha debiti per oltre 540 milioni, a fronte di un fatturato da 440 milioni e di un mini utile pari a 169 mila euro. Numeri che giustificherebbero l’ipotesi di mettere in esubero 550 lavoratori sui 4.878 complessivi (si tratta dell’ultimo dato ufficiale, risalente a dicembre 2015).
Il piano industriale, che nelle aspettative e nelle speranze della società e dei consulenti consentirà alla società dei trasporti torinese di uscire dall’angolo, è stato sottoposto il 31 luglio all’azionista di riferimento, ossia il Comune del capoluogo piemontese (che controlla l’azienda attraverso il veicolo Fct Holding srl). “Abbiamo preso atto della bozza del piano Gtt, che andrà rivista. E’ una base di partenza, va approfondito e integrato in un arco di tempo ragionevole, al massimo novanta giorni”, ha affermato in proposito Sergio Rolando.
In attesa di capire quali saranno i numeri dettagliati del bilancio dell’anno scorso di Gtt e cosa diranno i revisori, il consigliere comunale Alberto Morano fa notare che, per la sopravvivenza dell’azienda, mancano all’appello un centinaio di milioni, che potrebbero, per esempio, arrivare a rimpinguare le casse con un aumento di capitale. “Un’altra possibilità – spiega Morano, eletto dall’omonima lista civica, che già nei giorni scorsi sul suo profilo Facebook aveva messo in evidenza le difficoltà della società dei trasporti – è che chi ha dei debiti rilevanti verso Gtt, a cominciare da Comune e Regione, li pagasse consentendo così all’azienda di superare la crisi di liquidità”. Dal bilancio del 2015, in particolare, veniva fuori una posizione creditoria dell’azienda di trasporto pubblico complessivamente pari a 328,4 milioni (al netto del fondo di svalutazione crediti), di cui la parte più consistente, pari quasi a 150 milioni, verso clienti.
Tra questi, si distingue l’Agenzia mobilità piemontese, l’ente responsabile dei trasporti in tutta la regione, con i suoi quasi 85 milioni di debito verso Gtt, per circa la metà riguardanti il contratto di servizio Tpl (trasporto pubblico locale) urbano 2011-2015. L’Agenzia mobilità piemontese è, a sua volta, partecipata dalla Regione Piemonte oggi presieduta dall’ex sindaco Sergio Chiamparino per il 25%, e per il 36% dagli enti del bacino della città di Metropolitana di Torino (di cui il 25% Città di Torino). In ogni caso, taglia corto il consigliere comunale Morano, “se fossimo in presenza di una società privata, il consiglio di amministrazione dovrebbe valutare seriamente il ricorso ad una procedura concorsuale per cercare di superare le difficoltà finanziarie”.