“Emmanuel Macron a choisi de nationaliser STX plutôt que d’en confier les clés au groupe italien Fincantieri, jugé problématique. L’opération devrait être officialisée jeudi par le ministre de l’économie Bruno Le Maire”. Così il quotidiano Le Monde annuncia la decisione dell’Eliseo riguardo la disputa che da settimane oppone l’Italia alla Francia sulla gestione dei cantieri navali francesi, falliti e rilevati dalla nostra Fincantieri. E la conferma è avvenuta nel primo pomeriggio con una conferenza stampa del ministrto Le Maire.
La scella del governo francese, in spregio a tutte le regole comunitarie (quelle che l’Italia deve rispettare ma la Francia no) costituisce l’ennesi schiaffo che il presidente Macron infligge all’Italia, un paese che, privo da anni di un governo scelto dai cittadini continua a subire dando continua conferma della propria pochezza.
Il cantiere di Saint Nazaire era stato rilevato all’asta da Fincantieri, la partecipata statale italiana, che aveva trovato un accordo con la presidenza Hollande per salire a due terzi del capitale, insieme ad altri soggetti italiani. Dopo l’elezione, però, il neo-presidente Macron ha iniziato un braccio di ferro pensionando i precedenti accordi: il dossier è stato riaperto e nei giorni scorsi il governo frances chiesto una compartecipazione francese al 50% estendendo piuttosto la partnership al campo militare. Proprio quello è il dossier più caldo, sia per l’importanza strategica della materia che per le prospettive di affari miliardari nel settore.
“L’intenzione francese, – ha argomentato il ministro in conferenza stampa, – è quella di garantire che le competenze straordinarie dei cantieri navali di Saint Nazaire e i loro lavoratori restino in Francia: il nostro obiettivo è difendere gli interessi strategici”. Si tratta in ogni caso di una nazionalizzazione “temporanea”, che nel disegno di Parigi non sospende le trattative con l’Italia e allarga la finestra utile a trovare un nuovo partner industriale. Le Maire ha anzi detto che martedì prossimo farà visita ai ministri Padoan e Calenda per riaprire il dossier. La speranza di Le Maire è che “ci sia un accordo con l’Italia nelle prossime settimane”.