Yara Gambirasio e Massimo Bossetti

La Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha confermato l’ergastolo per Massimo Bossetti, unico imputato per l’omicidio di Yara Gambirasio.
I giudici hanno dato ragione quindi al procuratore generale, Mario Martani, che aveva chiesto la conferma della sentenza emessa un anno fa dal Tribunale di Bergamo. La decisione è arrivata dopo oltre 15 ore di camera di consiglio. Ore di attesa, preoccupazione e nervosismo che la moglie Marita, la mamma Ester e la sorella Laura Letizia hanno passato in tribunale, con i loro legali e i consulenti della difesa. Ad aspettare, insieme a loro, c’era anche una piccola folla di curiosi, quasi tutti innocentisti, che non si sono persi nemmeno un’udienza sia davanti al tribunale di Bergamo che davanti ai giudici bresciani.
Sul Dna lo scontro tra accusa e difesa è stato durissimo. Il pg Martani, invece, non ha mai creduto alle sue parole da “irriducibile innocente”. Per l’accusa l’ipotesi più probabile è che Yara, mentre tornava a casa dalla palestra, abbia accettato un passaggio da Bossetti, che conosceva di vista. Una volta salita sul furgone del muratore, per la 13enne è stata la fine
Per la difesa di Bossetti “si è assistito alla sconfitta del diritto”.Scobtato, quindi, il ricorso in Cassazione. “Aspettiamo le motivazioni – hanno detto – ma il ricorso in Cassazione è scontato”.
Anche la moglie di Bossetti, Marita Comi, non è riuscita a trattenere le lacrime dopo la conferma della condanna all’ergastolo.