Antonio Patuelli, Presidente ABI

“La ripresa dell’economia italiana si è rafforzata. I più recenti indicatori congiunturali confermano l’accelerazione dell’attività produttiva”. Ma “per cancellare l’eredità della crisi economica più grave e profonda nella storia del nostro paese” serve più di una ripresa congiunturale: infatti, “va proseguito il processo di riforma, che richiede impegno da parte di tutti, lungimiranza e interventi volti a lenire i costi della transizione”. E’ il monito che giunge dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, dal palco dell’assemblea annuale dell’Abi svoltasi oggi a Roma.
Visco nel suo intervento ha anche ripercorso la procedura di selezione per le due banche venete che “ha coinvolto sei potenziali acquirenti: 4 italiani (i due maggiori gruppi bancari, uno di media dimensione e un grande gruppo assicurativo) e altri due grandi intermediari europei. A conclusione del processo sono pervenute due offerte di acquisto vincolanti; quella di Intesa Sanpaolo è risultata l’unica idonea ad assicurare la continuità delle funzioni critiche delle due banche in liquidazione. L’acquirente dovrà ora procedere all’integrazione e ristrutturazione delle attività e passività cedute nell’ambito dell’operazione”. Alle entità in liquidazione, rileva il Governatore della Banca d’Italia, “restano, all’attivo, azioni e partecipazioni per 1,7 miliardi e tutti i prestiti deteriorati (9,9 miliardi al netto delle svalutazioni); al passivo, capitale, obbligazioni subordinate e fondi rischi per complessivi 6,2 miliardi. La differenza di 5,4 miliardi costituisce un debito nei confronti di Intesa Sanpaolo, che acquisisce allo stesso tempo tutte le altre attività e passività delle banche in liquidazione. Questo debito (elevabile fino a 6,4 miliardi a seguito di una due diligence sui crediti in bonis) è garantito dallo Stato, che accorda all’acquirente ulteriori garanzie a copertura di rischi di varia natura per un valore atteso complessivo di 400 milioni”.L’onere immediato per lo Stato, sottolinea Visco, “consiste in un esborso di cassa per 4,8 miliardi, di cui 3,5 a copertura del fabbisogno di capitale generatosi per Intesa Sanpaolo a causa dell’acquisizione e 1,3 volti a sostenere le misure di ristrutturazione che Intesa dovrà attivare”. A fronte di questi impegni lo Stato, aggiunge, “vanta un credito verso le banche in liquidazione da rimborsare con il realizzo dei loro attivi; per i crediti deteriorati esso sarà affidato alla Società di Gestione delle Attività (SGA), che dovrà operare per ottenere, nel tempo, tassi di recupero in linea con quelli impliciti nei valori, al netto delle svalutazioni, iscritti a bilancio”.

I lavori dell’assemblea dell’associazione delle banche italiane sono stati aperti dalla relazione del Presidente, Antonio Patuelli.
“Nel solo 2016 gli sportelli in Italia si sono ridotti della cifra record di 1.231 e stanno calando ulteriormente e rapidamente. L’Italia aveva, sei mesi fa, uno sportello bancario ogni 2.041 abitanti, una cifra intermedia fra i principali paesi della Ue”, ha detto Patuelli. Le economie di scala “sono sviluppate nelle più diverse forme, compresa l’esternalizzazione di servizi e di produzioni. Il mondo bancario italiano è il piano aperto d’Europa agli investitori internazionali”. Le riforme e le aggregazioni in Italia, aggiunge il presidente dell’Abi, “porteranno, a inizio 2018, a un numero molto basso, in assoluto e rispetto alle medie europee, di circa 115 gruppi bancari e banche singole indipendenti, oltre alle succursali di banche estere. Attenzione, però, a non estremizzare: non deve essere compressa l’indispensabile concorrenza nei mercati locali in un contesto dove il 95% delle imprese ha meno di 10 dipendenti. Le aggregazioni potranno servire per prevenire altre eventuali crisi bancarie”.
“Le banche in Italia sono protagoniste delle innovazioni per la competitività e la più solida ripresa”. E “sarebbe utile che le Autorità europee non ostacolassero le tante moratorie delle banche alle imprese e alle famiglie che attenuano in Italia gli effetti della crisi”.ha detto ancora Patuelli. “Le banche – ha evidenziato – sostengono anche i tanti fondi come quelli per la prima casa, per i nuovi nati e per i giovani. Le banche in Italia sono impegnate i livelli di etica e democrazia economica e sono competitive anche per attrarre capitali internazionali per lo sviluppo: occorrono innovazione normative di qualità anche nel funzionamento delle pubbliche amministrazioni”.